La recensione del film The Blues Brothers di John Landis

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Trama

THE BLUES BROTHERS di John Landis

The Blues Brothers Recensione
Jake ed Elwood (Belushi e Akroyd) devono pagare 5.000 dollari di tasse se vogliono evitare la chiusura dell'orfanotrofio dove sono cresciuti. Per guadagnare la somma decidono di di rimettere in piedi la vecchia band e tornare a suonare il blues.
Idea Centrale
Il primo kolossal comico-musicale della storia del cinema (costato 30 milioni di dollari nel 1980). Un monumento inossidabile della comicitÓ demenziale (Ŕ il capolavoro di Landis, Belushi e Aykroyd che firma il film come cosceneggiatore). Un grande tributo bianco alla cultura musicale nera (indimenticabile Aretha Franklin in pantofole che si esibisce in "Respect".
Analisi
Perfettamente in sintonia con lo spirito ribellistico e irriverente dei tempi, il film di Landis si Ŕ trasformato quasi immediatamente (anche per la presenza sulfurea di Belushi) in un fenomeno di costume, un canone di eleganza (occhiali Rayban modello Wayfarer, cravatte lunghe e strette, cappello e vestito rigorosamente neri), un inno alla musica blues e una pietra miliare della comicitÓ demenziale. L'inseguimento fra le strade di Chicago Ŕ autenticamente epico.
Note e curiositÓ
Una lista infinita di partecipazioni straordinarie: James Brown fa il predicatore, Steven Spielberg l'impiegato delle imposte, il regista Frank Oz l'ufficiale del penitenziario che restituisce gli affetti personali, Twiggy la signora elegante, John Landis l'ufficiale di polizia La Fong, Ray Charles il venditore di strumenti musicali, Aretha Franklin balla e canta in pantofole e Cab Calloway refÓ se stesso cantando Minnie the Moocher. Assolutamente geniale.


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