La recensione del film Spiral L'ereditÓ di Saw

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SPIRAL L'EREDITA' DI SAW - RECENSIONE

Spiral L'ereditÓ di Saw recensione
Recensione

di Mirko Nottoli
[Spiral L'ereditÓ di Saw recensione] - Lo diciamo subito: siamo fan di Saw. Per cui, allorquando veniamo a sapere dell'uscita di un nuovo capitolo di Saw, siamo felici. Indipendentemente dall'implausibilitÓ della trama, della palese operazione meramente commerciale, dell'inutile reiterazione degli episodi, del fatto che la saga assomigli sempre di pi¨ ad un serial tv di largo consumo, siamo felici. Siamo fan di Saw per˛, non del semplice suono della parola. Per cui continuare a mettere nel sottotitolo "l'ereditÓ di Saw" non Ŕ sufficiente se poi di Saw non c'Ŕ nemmeno l'ombra. GiÓ il carisma del protagonista Ŕ bastato a tenere in piedi la saga per 5 capitoli anche da morto (la domanda Ŕ sempre la stessa: ma era necessario farlo morire cosý presto?), al punto che bastava evocarlo, vederlo in flashback, nominarlo. Ma almeno lÓ, anche nel penultimo capitolo che riprendeva le gesta dell'enigmista 7 anni dopo la preannunciata fine, l'eredita di Saw c'era, era reale, il suo spirito aleggiava, l'obiettivo, pur nell'improbabilitÓ del tutto, era il medesimo e pur nell'improbabilitÓ del tutto, reggeva (e reggeva nonostante una serie di protagonisti uno pi¨ loffio dell'altro, vero Costas Mandylor?). In questo Spiral invece, secondo tentativo di reboot, a dispetto del sottotitolo, ogni legame Ŕ spezzato, a patto di non voler considerare legame una fugace foto del nostro Tobin Bell, il consueto tema musicale, la maschera da maiale. Anche chi non vedeva l'ora di gustarsi una nuova entrata in scena di Billy, purtroppo, rimarrÓ deluso. L'unico brivido si ha quando compare una sega e un braccio ammanettato a un tubo, il che la dice molto lunga. Certo, rimangono le trappole mortali, sempre pi¨ complicate e improbabili, il sangue a fiumi, gli arti spezzati, le carni maciullate, ma senza alle spalle l'universo di Jigsaw, il suo lucido delirio, la sua folle missione, il suo accattivante moralismo, le sue prediche messianiche, quel che rimane Ŕ solo bassissima macelleria. Poteva far ben sperare che dietro alla macchina da presa fosse tornato Darren Lynn Bousman, perchŔ se Ŕ vero che Saw Ŕ una creazione di James Wan, Ŕ altrettanto vero che a Bousman si deve l'affermazione e il consolidamento del Mito attraverso i capitoli n. 2, 3 e 4, e alcune delle sequenze pi¨ iconiche, cruente e visivamente impressionanti della serie (la vasca piena di siringhe, l'operazione al cervello, la macchina trita-maiali, tanto per citarne qualcuna). In Spiral prova a pigiare l'acceleratore dello splatter e della macellazione delle carni, pensando erroneamente che stia lý il selling point e non invece nel fatto che la tortura pi¨ efferata, se privata del dilemma morale che in qualche modo la giustifichi, se privata di un disegno che si sviluppi in un crescendo di suspance e tensione, di un meccanismo ben congegnato, disseminato di martirii ben congegnati, che magari sfoci in un colpo di scena che lascia di stucco, Ŕ solo esibizionismo compiaciuto tanto gratuito quanto sgradevole (perchŔ, diciamolo, non sarÓ mica un colpo di scena quello lý alla fine?!?). A calare il colpo ferale sul giÓ desolante panorama, Chris Rock nei panni del protagonista, uno di quei fenomeni che capiscono solo gli americani, il cui concetto di interpretazione intensa Ŕ stringere gli occhi per tutto il tempo. (La recensione del film "Spiral L'ereditÓ di Saw" è di Mirko Nottoli)
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