La recensione del film Sentieri Selvaggi di John Ford

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Trama

SENTIERI SELVAGGI di John Ford

Sentieri Selvaggi Recensione
Ethan Edwards (Wayne) un cow boy razzista e veterano della guerra sudista, Ŕ sulle tracce di un capo indiano della trib¨ dei Comanches. Questi ha sterminato la famiglia di suo fratello ed ha rapito le sue due piccole nipoti. Con l'aiuto di Martin (Hunter) un ragazzo mezzosangue adottato dal fratello, riesce, dopo lunghissime ricerche a trovarne una, Debbie (Wood) ormai, grande e diventata una cornanche. Quando scopre il cambiamento psicologico avvenuto in lei, medita di ucciderla ed a fatica Martin riesce a salvare la sorellastra dal razzismo di Ethan che, infine, capirÓ il suo errore.
Idea Centrale
Una spieiata denuncia del razzismo tra indiani e bianchi (come tra uomini di diversa razza o cultura).
Analisi
Nella prima parte il film affronta alcune tematiche classiche del genere western, come la descrizione della dura vita dei pionieri e la lotta contro gli indiani. Nella seconda parte Ford sviluppa il dramma individuale dell'eroe che oltre a difendersi dai mille pericoli del selvaggio West, deve lottare contro contro sÚ stesso per tenere a bada il feroce razzismo che si porta dentro. Classico ed innovativo come tutto il cinema di Ford, il film presenta alcune scene indimenticabili.
Note e curiositÓ
II film fu girato in tre settimane nella Monument Valley usata da Ford per Ombre Rosse. (da "201 film capolavoro secondo la critica" di Gaetano Sandri)


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