La recensione del film Sarà il mio tipo? E altri discorsi sull'amore

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SARA' IL MIO TIPO? E ALTRI DISCORSI.. - RECENSIONE

Sarà il mio tipo? E altri discorsi sull'amore recensione
Recensione

di A. Bizzotto
[Sarà il mio tipo? E altri discorsi sull'amore recensione] - Fedele alla regola secondo cui gli opposti si attraggono, il belga Lucas Belvaux racconta una storia su come Kant e l'effervescente vita culturale parigina possano (provare a) convivere con il karaoke di provincia e la passione per le commedie rosa. Docente e parrucchiera. O, forse, docente contro parrucchiera. Clément (Loïc Corbery) insegna filosofia e vive il trasferimento di un anno nella tranquilla cittadina di Arras come una condanna. Jennifer (Émilie Dequenne), che ad Arras è sempre vissuta, porta avanti con solare ottimismo la routine di parrucchiera e madre single. Lui sembra l'intellettuale che non crede nei legami. Lei invece nelle relazioni si butta anima e corpo. Ma la loro storia d'amore decolla comunque. Il problema sarà tenerla in quota. Più che un film sulle barriere socio-culturali, Sarà il mio tipo? è un film sulle diversità di approccio all'amore. Clément e Jennifer convivono nelle loro diversità, lei prova a leggere Dostoewskij e lui a lasciarsi andare sulla pista da ballo. I problemi emergono quando lei si accorge – o crede di accorgersi? – di essere più coinvolta di lui. L'istruzione e la cultura permettono davvero di guardare all'amore e ai sentimenti relativizzandoli, senza lasciarsene travolgere? Quella che sembra essere una commedia romantica in salsa francese si rivela piuttosto una riflessione inaspettatamente acuta, e per questo agrodolce, su amore, attrazione, compatibilità. L'ammiccante titolo italiano sostituisce l'originale francese Pas son genre ("Non il suo tipo") e sembra nascondere i pregi di una pellicola che sa far coesistere la scoppiettante vitalità di una love story ai tempi della globalizzazione, fra due francesi di diversa estrazione ma entrambi belli e diversamente appagati, e la più tormentata analisi del processo che porta a vedere crepe e incrinature in una relazione inaspettatamente tardi. Troppo? Belvaux gira con spirito leggero, seguendo i suoi personaggi da osservatore silenzioso e puntuale. In questo la sceneggiatura dello stesso Belvaux, dal romanzo Non il suo tipo di Philippe Vilain, sa svelare senza artifici il suo merito principale, che è quello di far evolvere il racconto con sottile naturalezza: Sarà il mio tipo? dissemina con discrezione gli indizi sulla crisi che Jennifer e Clément si troveranno ad affrontare, oliando gli ingranaggi di un plot che si affida soprattutto al talento vulcanico di una bravissima Émilie Dequenne per dar forma ai palpiti e alle ansie di una liaison più coinvolgente di quanto sembri all'inizio. Il film pare rallentare quando la crisi della coppia arriva, apparentemente, a un punto morto, con il desiderio e la nostalgia che cozzano contro la rabbia e la frustrazione: lì la narrazione si fa a tratti frammentaria, legando le immagini filmiche in modo brusco. Ma quel finale inatteso, che piomba sullo spettatore quasi senza essersi fatto annunciare, sa lasciare il segno. (La recensione del film "Sarà il mio tipo? E altri discorsi sull'amore" è di Alessandro Bizzotto)
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