SCIALLA! - RECENSIONE
Recensione
recensione di F. Casella
Applauditissimo all'ultima edizione del Festival di Venezia e vincitore della sezione Controcampo Italiano, Scialla! è l'ottima opera prima di Francesco Bruni, molto più famoso nell'ambiente come sceneggiatore: è lui che ha scritto quasi tutti i film di successo di Paolo Virzì (Tutta la vita davanti, La prima cosa bella), di Francesca Comencini (Le parole di mio padre) e di Mimmo Calopresti (La felicità non costa niente). La storia è quella di Bruno Beltrame (un magnifico, posato Fabrizio Bentivoglio), ex insegnante disilluso e scrittore fallito, che trascorre le sue giornate all'insegna di pigrizia e sciatteria – come verrà simbolicamente sottolineato nella seconda metà del film -, tra pranzi frugali e lezioni private impartite con poca voglia e molta superficialità. La convivenza forzata con un suo allievo quindicenne inquieto (e decisamente non amante dello studio), resa ancora più pesante e problematica dalla scoperta del fatto che si tratti in realtà di suo figlio, porterà ovviamente a grandi cambiamenti nella vita sia dell'uomo che del ragazzo. Scialla! è un termine gergale romano che significa "stai sereno" un po' come il "take it easy" americano. Ma come spiega lo stesso Bruni in conferenza stampa, il suo intento era proprio quello di creare una sorta di sottogenere di commedia all'italiana. In Italia abbiamo la commedia d'autore, con quel tipico tocco malinconico ed abbiamo la commedia frenetica che ricerca la risata a tutti i costi e in ogni momento: Scialla! vuole mettersi in mezzo a questi due generi. E ci riesce perfettamente: una commedia divertente ma effettivamente molto rilassata, non solo dal punto di vista dei dialoghi, ma anche dal punto di vista del montaggio e della regia che permettono allo spettattore di gustarsi appieno questa favola dei giorni nostri.
la storia è di notevole impatto ed il regista conferma il suo talento di sceneggiatore, mantenendo la sua ironia leggera, a tratti pungente pur trattando tematiche molto importanti: il rispetto, l'amore incondizionato e così via. E il tutto non appare mai scontato.
Francesco Bruni, che soprattutto negli ultimi film di Virzì, si è voluto dedicare alle figure femminili, alle madri, in questo film lascia spazio agli uomini e alla figura del padre (anche se sono proprio i personaggi femminili, in primis quello della madre di Luca e in secundis quello di Tina, la porno-star a scatenare le reazioni dei protagonisti): Luca molto lentamente subisce una sorta di fascinazione culturale da parte del padre, iniziando a rendersi conto di quanto possa essere, non solo importante, ma anche potente la cultura e il sapere. Ed, allo stesso tempo, Bruno, rappresentante di una borghesia intellettuale imbarbonita e impigrita, concede a Luca di sconvolgergli un po' la vita e di lasciarsi spazi che si era precluso.
(recensione di Francesca Casella)