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LA VERITA' NASCOSTA -
RECENSIONE
la verità nascosta recensione
Recensione

recensione di P. Ottomano
La verità neppure tanto nascosta di questo film, purtroppo, è questa: una buona idea che poteva essere trattata con un po' più di rispetto e attenzione, dai dialoghi alla recitazione, che troppo spesso cadono in luoghi comuni anche involontariamente comici. La storia, infatti, racconta di quello che la gelosia e l'attaccamento alla persona amata può spingere a fare: azioni estreme, le cui conseguenze possono andare ben oltre i propri calcoli. Il direttore dell'Orchestra Filarmonica di Bogotà, Adriàn, si è trasferito dalla Spagna con sua moglie Belèn. Non appena comincia a dubitare della sua fedeltà, Belèn sparisce senza lasciare alcuna traccia dietro di sé, fatta eccezione per un video in cui dà il suo addio al marito. Adriàn, inizialmente disperato, perde poi ogni speranza di ritrovare la moglie viva e si consola con una cameriera giovane e dipinta come troppo ingenua, quasi stupida. Nemmeno le ricerche della polizia, che sospetta di Adriàn, sembrano avere esito positivo: nessuno può davvero immaginare cosa sia successo a Belèn, nemmeno lei stessa avrebbe scommesso sulla sorte che le sarebbe toccata. Proprio quando si è pronti a mettere definitivamente da parte la scomparsa della donna, però, un lungo flashback giunge a completare il mosaico con una parte dei tasselli mancanti, l'ultimo e fondamentale dei quali viene tenuto in serbo più a lungo e accresce ancora la tensione. Che succede, adesso? La verità nascosta, come detto, sarebbe un bel thriller: i piccoli espedienti, non così originali ma sempre efficaci come i giochi di ombre, la musica che tiene sull'attenti chi guarda, avrebbero acquistato più senso se sorretti da una scrittura meno superficiale, a tratti davvero banale e per la quale si ride quando non si dovrebbe. Sono poi ben disseminati gli indizi che, col senno di poi, spiegano tutto quello che accade, nonostante qualcuno di essi risulti stucchevole, come se si fosse data per buona la prima idea che si aveva in testa senza più toccarla, migliorarla. Peccato. (La recensione del film "La verità nascosta" è di Paolo Ottomano)
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