La recensione del film M. Butterfly di David Cronenberg

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Trama

M. BUTTERFLY di David Cronenberg

M. Butterfly Recensione
Nella Pechino del 1964, il diplomatico francese RenŔ Gallimard (Irons) si innamora di una cantante dell'Opera di Pechino, Song Liling (Lone), grande interprete della Madama Butterfly di Puccini: sacrifica la moglie (Sukowa), compromette la carriera, passa alla donna documenti riservati per salvare il figlio che crede di avere avuto da lei. Denunciato dal controspionaggio, al processo scoprirÓ che Song non solo Ŕ una spia, ma Ŕ anche un uomo.
Idea Centrale
Ispirato a una storia vera (scritta per il teatro da David Henry Hwang e da lui adattata per lo schermo), un turgido melodramma sulla rappresentazione proiettiva dell'amore e sulla tenacia autodistruttiva delle sue illusioni: "Sono un uomo che ha amato una donna creata da un uomo" dice Gallimard, e in quest'affermazione c'Ŕ tutto l'orrore di Cronenberg, l'essenza della sua poetica della metamorfosi e della contaminazione.
Analisi
Ennesima storia di un personaggio in caduta libera nel proprio incubo, il film rivela una straordinaria luciditÓ nel sondare le ambigue e mutevoli forme del "mostruoso dentro di noi" perchŔ Ŕ Gallimard a creare da solo un amore ideale che non esiste, modellando l'oggetto del desiderio sulla sua misoginia e sulla sua visione occidentale della donna orientale, pudica e sottomessa. Una tragedia della finzione pura, che comincia a teatro e si conclude, in modo perfettamente coerente, sul palcoscenico allestito in carcere (il suicidio finale di Gallimard, travestito da Madama Butterfly come la "donna" amata, Ŕ la scena pi¨ bella del film). (Dal "Mereghetti - dizionario dei film" ed.2002)
Note e curiositÓ
Eccezionali gli interpreti (anche se il pessimo doppiaggio italiano vanifica molti sforzi di John Lone) e raffinatissimi i titolo di testa di Rendy Balsmeyer e Mimi Everett.


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