La recensione del film Last Summer

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LAST SUMMER - RECENSIONE

Last Summer recensione
Recensione

di Luisa Pagani
[Last Summer recensione] - Presentato nella sezione Prospettive Italia alla nona edizione del Festival Internazionale del film di Roma "Last summer" Ŕ il film opera prima del regista Leonardo Guerra Seragnoli, giÓ autore di diversi cortometraggi. In quattro giorni Naomi, una giovane donna giapponese (interpretata da Rinko Kikuchi, candidata al premio Oscar per Babel, 2006) cerca di recuperare il rapporto con il piccolo Ken (Ken Brady), il figlio di sei anni di cui ha perso la custodia. Dopo le prime stesure della sceneggiatura, al fine di non inceppare in stereotipi riguardanti sia il rapporto madre figlio che della figura della madre in se, a Seragnoli e IgorT (illustratore italiano) si affianca la rinomata scrittrice giapponese Banana Yoshimoto (dai quali romanzi giÓ alcune sceneggiature di film come "Kitchen" di Yoshimitsu Morita e "Wo ai chu fang" di Yim Ho). Il soggetto del film Ŕ frutto di un lavoro che possiamo definire quasi di reminescenza da parte del regista che ci dice aver ridisegnato il ricordo nella propria mente, solo dopo aver girato il film. Si tratta di un episodio avvenuto durante la sua adolescenza a casa dei propri genitori: tra le lacrime una signora (non una conoscente stretta) racconta che a causa del divorzio dal marito stava perdendo la custodia dei figli. Altro grande contributo alla stesura del soggetto per questo film Ŕ stato il profondo interesse verso il rapporto madre figlio, che spesso viene rappresentato nell'arte. Girato in ventiquattro giorni, a largo delle coste di Otranto, il film Ŕ totalmente ambientato negli spazi di uno yacht (della famiglia occidentale dell'ex marito). Il film di Seragnoli, giovane regista italiano che vive a Londra, nipote dell'imprenditrice Isabella Seragnoli, si distingue da subito per una ricercatezza estetica che chiaramente rispecchia un contesto dove le possibilitÓ economiche non sono un nido dove germogliano sempre relazioni autentiche e senza controversie. In un ambiente teso i personaggi sono vestiti di un silenzio che solo l'autenticitÓ del rapporto di Naomi con Ken ha saputo infrangere. Il compito di vestire il cast internazionale del film, Ŕ spettato alla costumista vincitrice del premio Oscar giÓ per "Barry Lyndon" e "Momenti di gloria", Milena Canonero. L'essere quasi ininterrottamente su di una piattaforma che galeggia sul livello del mare per quattro giorni ci Ŕ reso palese dal silenzio che spesso accompagna immagini estatiche, facendo percepire il movimento delle onde di un mare calmo contemporaneamente ad un lento smuovere di emozioni autentiche che costituiscono forse il pi¨ complesso rapporto tra esseri umani, quello tra madre e figlio. (La recensione del film "Last Summer" è di Luisa Pagani)
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