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I BAMBINI DI COLD ROCK - RECENSIONE
I bambini di Cold Rock recensione
Recensione

recensione di E. Lorenzini
[I bambini di Cold Rock recensione] - Quando Ŕ esploso con "Martyrs", nel 2008, Pascal Laugier deve essersi convinto di aver scritto una pagina irrinunciabile della storia dell'horror. Tanto da irrorare di luce riflessa qualunque suo lavoro successivo, ispirato o in qualche modo riconducibile alle ambientazioni e ai temi portanti del primo film. Ma le convinzioni pi¨ strenue, al cinema, sono quelle che traghettano un buon progetto nel porto melmoso delle creature incompiute, degli ibridi irrisolti. E' questa la sorte, ahinoi, dei "I bambini di Cold Rock", che si apre su uno scenario torbido e misterioso da antologia orrifica per poi cedere al pi¨ facile svolgimento in chiave gialla e colorarsi di inusitate sfumature drammatiche. Se "Martyrs" colpiva per la fierezza con cui sbandierava la carnalitÓ e l'eccesso delle sue scene, scioccando perchŔ scarsamente, prima di allora, si era affrontato il tema del martirio con tanta brutalitÓ e fuori da un contesto prettamente religioso, "I bambini di Cold Rock", cammina nel solco dell'illustre predecessore senza saperne imitare la cattiveria. Molti i punti in comune tra i due film: la concezione dell'infanzia come luogo privilegiato dei traumi e delle tragedie, l'importanza cruciale della famiglia e dell'educazione nella formazione dell'individuo, la violenza come appendice obbligata dei tempi odierni, abbrutiti e desacralizzati. Ma quello che manca alla storia dello squallido paesino di Cold Rock e dei suoi bambini scomparsi Ŕ il mordente audace con cui il Laugier di quattro anni fa ha stregato una critica annoiata dal riciclaggio sfacciato degli stereotipi horror e un pubblico di amanti del genere affamato di nuovi stimoli. Non aiuta la confezione una Jessica Biel decisamente arretrata rispetto alla duttilitÓ e alla ricchezza espressiva richiesta dal suo ruolo di protagonista. "I bambini di Cold Rock" Ŕ un'opera interessante, intessuta di molteplici punti di vista, serrata nel ritmo e foriera di nuove prospettive sui temi della superstizione e del sacrificio. Ma il giudizio finale resta un ný. (La recensione del film "I bambini di Cold Rock" è di Elisa Lorenzini)
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