La recensione di Frankenstein Junior di Mel Brooks

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Trama

FRANKENSTEIN JUNIOR di Mel Brooks

Frankenstein Junior Recensione
Frederick Frankenstein (Wilder), erede del famoso barone, Ŕ un brillante scienziato di una universitÓ americana. L'apertura del testamento del suo avo lo costringe a raggiungere frettolosamente la Transilvania. L'amore per la scienza, il caso e una qualche inclinazione genetica lo spingono ben presto a ripetere l'esperimento del barone. Funziona tutto bene, tranne che il servo Igor, incaricato di prelevare il cervello di un genio, preleva quello di un pazzo.
Idea Centrale
Originale rilettura del mito di Frankenstein che attinge idee e materiale dai primi tre film della Universal: Frankenstein, La moglie di Frankenstein e Il figlio di Frankenstein.
Analisi
Pur essendo pensato come film comico, Frankenstein Junior Ŕ pi¨ di una semplice parodia, perchŔ contiene, tra le righe, una sincera condanna dell'ignoranza e dell'ipocrisia che feriscono, in ogni tempo, gli umili e i "diversi" e, stilisticamente, testimonia una cura e una devozione da cinefilo. La fotografia in bianco e nero di Gerald Hirschfeld tiene a mente la lezione di Arthur Edeson e si sforza di ricrearne le atmosfere gotiche e semi-espressionistiche cercando di modularle sulle evocative melodie di John Morris. Eccellente, in particolare, Ŕ il lavoro di Miller e Millar agli effetti speciali che riutilizzano gli arredi e le macchine dello stesso laboratorio progettato da Ken Strickfaden per il film del 1931.
Note e curiositÓ
Indimenticabili i giochi linguistici ("lupo ulu-lÓ, castello ulu-lý"), la gobba di Igor che si sposta da destra a sinistra, il terrore che la domestica, Frau Blucher (Leachman) sa trasmettere agli animali col suo solo nome.


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