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Scamarcio contadino ribelle ne L'ultimo Paradiso

 

(ANSA) - Arrivano trailer ufficiale e prime immagini de L'ULTIMO PARADISO, film originale Netflix prodotto da Lebowski e Silver Productions, disponibile dal 5 febbraio sulla piattaforma streaming. Diretto da Rocco Ricciardulli e scritto dallo stesso regista insieme a Riccardo Scamarcio che è anche produttore, il film ci riporta nel 1958 in un piccolo paese del sud Italia. Qui troviamo Ciccio (Riccardo Scamarcio), contadino quarantenne, sposato con Lucia (Valentina Cervi) e con un figlio di sette anni. Ciccio non è però uno qualsiasi, sogna di cambiare il mondo e lotta con i suoi compaesani contro chi da sempre sfrutta i più deboli. Non solo. L'uomo è segretamente innamorato di Bianca (Gaia Bermani Amaral), la figlia di Cumpà Schettino (Antonio Gerardi), un perfido e temuto proprietario terriero che da anni sfrutta i contadini. Ciccio vorrebbe fuggire insieme a lei, ma non appena Cumpà Schettino verrà a conoscenza della loro relazione, una serie di eventi inizierà a sconvolgere la vita di tutti e niente sarà più come prima. L'ULTIMO PARADISO è stato girato a Gravina, Bari e Trieste per sette settimane di riprese.



Nicole Kidman in trattative per il ruolo di Lucille Ball

 

(ANSA) - NEW YORK, 13 GEN - Nicole Kidman potrebbe portare sul grande schermo Lucille Ball. L'attrice è infatti in trattative per interpretare il ruolo dell'attrice comica statunitense protagonista con Desi Arnaz della popolare sitcom in onda negli anni '50 'Lucy ed io' (I Love Lucy). La coppia è stata una delle più iconiche della televisione americana. Ball e Arnaz erano anche sposati nella vita. Il film è stato scritto e sarà diretto da Aaron Sorkin ed è ambientato sul set della produzione di Lucy ed Io. Racconta una settimana durante la quale la coppia (Lucy e Ricky Ricardo) affronta una crisi che potrebbe mettere fine sia alla sua carriera sia al matrimonio. Nei panni di Desi Arnaz dovrebbe esserci l'attore spagnolo premio Oscar Javier Bardem (Dune).(ANSA).



Anno nero per l'export dei film francesi, -70%

 

(ANSA) - ROMA, 13 GEN - Non poteva essere diversamente perché la situazione è globale e non riguarda certo solo la Francia. Unifrance (l'istituzione per la promozione del cinema d'oltralpe) ha rivelato il 12 gennaio i dati disastrosi in un report intitolato 'l'anno nero': gli incassi dei film francesi sono crollati anche all'estero nel 2020, un anno straordinario segnato dalla pandemia. In totale, i film francesi hanno attirato 13,7 milioni di spettatori nelle sale di tutto il mondo, nei periodi e nelle regioni in cui hanno potuto aprire nonostante la pandemia. Questa cifra è in calo di quasi il 70% rispetto all'anno precedente. Gli introiti sono diminuiti nelle stesse proporzioni, a 86,6 milioni di euro. Solo due film francesi nel 2020 hanno superato il milione di telespettatori stranieri dalla loro uscita, contro i sette dell'anno scorso: "Ritratto della giovane in fiamme" di Céline Sciamma (1,47 milioni di spettatori) e "J'accuse" di Roman Polanski (1,41 milioni). La Russia ha detronizzato l'Italia in termini di entrate per i film francesi con 1,46 milioni di spettatori, in calo della metà. Seguono Spagna, Italia, Germania e Paesi Bassi. "Nel 2020 ciononostante i film francesi hanno continuato a circolare nelle sale internazionali dove mancavano molti film, soprattutto quelli di Hollywood", ha sottolineato il direttore generale di Unifrance Gilles Renouard, presentando queste cifre. "Il cinema francese ha tenuto testa ma "il 2021 non sarà facile". (ANSA).



Lacci, 30 anni di macerie da matrimonio secondo Luchetti

 

(ANSA) - Che la famiglia sia lo scenario perfetto per ambientare il più inaspettato degli inferni non è una novità, basta aver frequentato anche solo per poco autori del Nord Europa come Strindberg, Ibsen e il cinema di Bergman. LACCI di Daniele Luchetti, tratto dall'omonimo romanzo di Domenico Starnone (Einaudi), già film di apertura di Venezia 77 e ora in streaming su Chili dal 13 gennaio dopo un passaggio in sala spezzato dalle nuove misure anti Covid, racconta questo inferno partendo bene già dal titolo: 'lacci' sono infatti quelli che legano le persone (e nelle scarpe, i piedi) e limitano le loro libertà senza neppure che se ne accorgano troppo. Siamo a Napoli negli anni Ottanta e la vita coniugale di Vanda (Alba Rohrwacher), insegnante precaria, e Aldo (Luigi Lo Cascio), conduttore radiofonico Rai, sembra essere perfetta: due figli (Anna e Sandro) e un'esistenza felice. Vanda, madre affidabile e pronta a tutto per amore dei figli, Aldo padre buono che si preoccupa di leggere le fiabe ai bambini prima di dormire. Tutto cambia quando una sera Aldo confessa alla moglie di essersi innamorato di una collega, Lidia (Linda Caridi) e Vanda, senza starci troppo a pensare, lo caccia di casa sperando in un suo ripensamento . Ma Aldo va avanti per la sua strada. Da qui udienze, tentativi di suicidio, ricatti morali e non, e figli vittime spaventate. Di fatto come si vede in questo film, costruito su significativi scarti temporali mitigati da un ottimo montaggio, la coppia trenta anni dopo è ancora insieme (Silvio Orlando e Laura Morante). Una coppia che vive tra le macerie della loro personale guerra che ha annientato ogni vero sentimento compreso quello dei figli (Adriano Giannini e Giovanna Mezzogiorno), cresciuti tra rancori e insicurezze. Scena clou del film, quella della casa della coppia a soqquadro dopo un furto con i ladri che hanno lasciato in bella vista, chiaramente senza volere, alcuni segreti di Aldo e Vanda che raccontano le ceneri di un fuoco ormai spento senza possibilità di essere ravvivato. "Quando ho letto per la prima volta Lacci - dice Luchetti nelle sue note di regia - ho trovato domande che mi riguardavano e personaggi nei quali era difficile non identificarsi. Attraverso una storia familiare che dura trent'anni, due generazioni, legami che somigliano più al filo spinato che a lacci amorosi, si esce con una domanda: hai permesso alla tua vita di farsi governare dall'amore? Lacci - continua il regista - è un film sulle forze segrete che ci legano. Non è solo l'amore ad unire le persone, ma anche ciò che resta quando l'amore non c'è più. Si può stare assieme per rancore, nella vergogna, nel disonore, nel folle tentativo di tener fede alla parola data. Lacci - conclude - racconta i danni che l'amore causa quando ci fa improvvisamente cambiare strada e quelli - peggiori - di quando smette di accompagnarci".



Multisale chiuse, The Space dona alimenti dei bar

 

(ANSA) - ROMA, 13 GEN - I cinema sono tristemente chiusi e i bar interni presenti soprattutto nelle multisale hanno di conseguenza le serrande abbassate. Il circuito The Space Cinema ha deciso di donare le scorte alimentari. In un periodo in cui il cinema è fermo a causa dell'emergenza sanitaria tuttora in corso, il circuito - è stato reso noto - ha deciso di rivolgersi ad alcuni dei principali enti e associazioni attive sul territorio per distribuire i beni alimentari attualmente conservati nei multisala. Si tratta di prodotti tradizionalmente legati alla vendita al pubblico al cinema, dunque snack, bevande e dolciumi, ma anche acqua, olio, pane e mais. L'obiettivo è duplice: partecipare attivamente, nonostante l'assenza forzata e la chiusura temporanea, all'interno della comunità con un contributo concreto, evitando peraltro che queste scorte vadano perse inutilmente. A ricevere la merce donata, organizzazioni impegnate nel supporto e sostentamento della fascia di popolazione più bisognosa, all'interno dei comprensori di riferimento, come l'Associazione Banco Alimentare per le sedi di Firenze, Livorno e Terni; la Comunità di S. Egidio a Napoli, Guidonia, Livorno e Roma (sempre nella Capitale anche la Città dei Ragazzi) e diverse parrocchie come S. Margherita (Salerno), S. Maria del Popolo (Surbo), S. Michele Arcangelo (Nola). L'attività, destinata probabilmente a ripetersi se si andrà avanti con il lockdown cinematografico, ha preso il via in concomitanza con le recenti festività natalizie e scaturisce dal dialogo diretto tra le direzioni locali dei The Space Cinema e le realtà del territorio, in virtù del rapporto che lega da anni i multisala del circuito alle comunità in centri come - oltre ai già citati - Montesilvano (dove la distribuzione è andata alla Onlus Oasi Verde Santuario Animale e al Progetto Angelica Amiche per la Vita), Grosseto (con la Onlus Anteas) o Corciano (Adra Perugia). (ANSA).



 


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