Cinema4Stelle

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Magari di Ginevra Elkann dal 21 maggio su RaiPlay, nell'ambito dell'iniziativa La Rai con il Cinema

 

Il 21 maggio debutta su RaiPlay MAGARI, opera prima di Ginevra Elkann, con Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher, il primo di otto film di Rai Cinema che arrivano sulla piattaforma della Rai. Il film, una produzione Wildside con Rai Cinema coprodotto da Tribus P Films e da Iconoclast, vede nel cast anche Milo Roussel, Ettore Giustiniani, Oro De Commarque, Céline Sallette, Benjamin Baroche, Brett Gelman. MAGARI è una commedia sentimentale che racconta la storia di Alma, Jean e Sebastiano, tre fratelli molto legati tra loro che da Parigi, città in cui vivono nel sicuro, seppur bizzarro, ambiente alto borghese della madre di fede russo-ortodossa, si ritrovano scaraventati nelle braccia di Carlo, padre italiano, assente, anticonformista e completamente al verde... Durante una vacanza di Natale passata in una casa al mare insieme a Carlo e alla sua collaboratrice Benedetta, in un momento di sospensione dalle loro vite vere, i nodi delle tensioni di famiglia vengono al pettine. Carlo scopre degli aspetti oscuri della sua ex moglie e dimostra ai suoi figli di essere un padre inaffidabile, ma incredibilmente carismatico e - nonostante le sfide e le tensioni quotidiane - la piccola Alma continua a credere fermamente che un giorno MAGARI la sua famiglia possa tornare a unirsi come un tempo.



Torna Apebook con nuove incursioni di libri "mobili" in periferia

 

E’ scattata la fase 2 anche per le biblioteche e tra le prime a ripartire c’è anche Apebook, la Bibliomediateca mobile dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico che porta libri media e cinema in periferia con prestiti, laboratori e workshop intergenerazionali per giovani, anziani e migranti.
L’idea dell’Ape è risultata vincente anche in questo periodo di pandemia ai fini della lettura, perché ha consentito a tutti, tramite preziosi suggerimenti e collaborazioni, di condividere letture, film e cultura attraverso la rete, grazie anche alla generosità di autori, artisti, editori, produttori, istituzioni che hanno messo le opere a disposizione gratuitamente. Ma ancora più vincente, in questo periodo di prova post-Covid, sarà la sua attività all’aperto che tornerà a farla circolare nel quartiere Magliana: sabato 23 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, in piazza Fabrizio De Andrè, l’Ape tornerà nel quartiere in totale sicurezza con i propri libri quarantenizzati e sanificati che potranno essere presi in prestito su prenotazione. Le operazioni si svolgeranno naturalmente all'aperto e alla giusta distanza gli uni dagli altri, anche se sempre uniti dallo stesso amore per la lettura e per il cinema.



Anche gli Oscar potrebbero essere rinviati per il coronavirus

 

L'Academy of Motion Pictures Arts and Science sta considerando la possibilità di rinviare gli Oscar in calendario il 28 febbraio 2021. Lo riporta Variety citando alcune fonti secondo cui "è probabile che siano posticipati". Il rinvio è legato al coronavirus, che ha già costretto l'Academy a rivedere le norme per le candidature. Il coronavirus, dunque, cambia anche gli Oscar. Quest'anno saranno candidabili a ricevere la prestigiosa statuetta anche i film che debuttano in streaming senza essere passati per le sale cinematografiche. L'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences "crede fermamente nel fatto che non c'è modo migliore di sperimentare la magia dei film che vederli" sul grande schermo: "Il nostro impegno su questo è invariato e irremovibile. Nonostante questo la pandemia del Covid-19 necessita di questa temporanea eccezione".



Gianluca Curti, torniamo sul set ma c'è il nodo delle assicurazioni

 

(ANSA) - E' stato l'ultimo set a chiudere il 12 marzo, sarà il primo o uno dei primi a riaprire, se non altro perché il lockdown l'ha colpito a solo a due giorni e mezzo dalla fine delle riprese: è Bastardi a mano armata di Gabriele Albanesi con Marco Bocci e Fortunato Cerlino. Quando? "Dipenderà da una serie di fattori, tutti noi vogliamo che accada presto, ma le condizioni per farlo in sicurezza sono allo studio", racconta all'ANSA Gianluca Curti, produttore di Minerva. "Sono giorni intensi di riunioni con le altre associazioni di produttori, con l'Anica, con l'Apa - prosegue Curti che è anche presidente della Cna, Cinema e Audiovisivo - con gli autori, le maestranze, i sindacati, un tavolo aperto e un confronto molto collaborativo perché è davvero interesse di tutti far ripartire il cinema e con la massima sicurezza. Si arriverà alla fine a protocolli condivisi che saranno poi portati all'esame del Mibact innanzitutto e degli altri ministeri competenti", dice anticipando che una delle cose certe sarà "blindare la salute con un medico sempre sul set". Le soluzioni sul come fare "si trovano, è altro che preoccupa": le assicurazioni. "Al momento nessuna assicurazione include il rischio Covid per le produzioni e dunque nessun imprenditore può dare un ok sapendo di non avere le coperture assicurative". Bel problema, "senza la soluzione del quale non si torna sul set di sicuro". Tra le varie ipotesi si sta pensando ad una "rete di sostegno con enti terzi, con le Regioni, la Cassa depositi e prestiti, per non essere soli e avere la copertura finanziaria per correre il rischio di interruzione del set". Vedendo questa ipotesi in dirittura d'arrivo, Curti, portavoce di altri produttori, si sente ottimista e se "non sarà entro giugno, ma a metà luglio va bene lo stesso. Tra l'altro non ci sono scene di massa né baci, tutto dovrebbe filare liscio", dice non senza ironia. Anche un suo altro film, Calibro 9 di Tony D'Angelo con Michele Placido, con 5 milioni di budget, era arrivato all'ultimo miglio: "Ci siamo fermati alla post produzione, contiamo di finire nei prossimi 15 giorni", mentre saranno ormai per settembre le riprese della commedia Addio al nubilato di Francesco Apolloni con Laura Chiatti. Molto meno ottimista, "ma è un parere personale", è Curti per quanto riguarda il cinema in sala: "si tornerà a settembre, prima è antieconomico" e per vari motivi: le persone dopo tanta chiusura in casa non vorranno rinchiudersi di nuovo, l'aria condizionata è pericolosa e dunque accaldarsi non è allettante, riaprire per pochi costa comunque come aprire per il pienone, ma con meno incassi e infine nessuno vorrà programmare e dunque bruciare in queste condizioni film attesi. Qualcuno riaprirà certamente, ma sarà con una programmazione d'emergenza, magari rimettendo in circolazione film andati direttamente sulle piattaforme in questi due mesi. La stagione cinematografica estiva che lo scorso anno con Moviement ci aveva fatti sognare quest'anno purtroppo salta un turno.



PJ Harvey, dalla guerra al rock 'sotto vetro'

 

(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Terre segnate dalla guerra, come il Kosovo e l'Afghanistan, e le contraddizioni di Washington, tra palazzi istituzionali immacolati e periferie popolari volutamente isolate, affogate nella paura e la violenza. Fino alla creazione a Londra 'sotto vetro' dell'album The Hope Six Demolition Project (2016), dando al pubblico la possibilità di osservare attraverso finestre a specchio (i musicisti non potevano vedere gli spettatori all'esterno) le sessioni live per la registrazione delle canzoni, tra dialoghi, idee, pause e risate. Sono i luoghi che tratteggiano il ritratto di una delle poetesse del rock più iconiche, intense, allergiche ai compromessi e ai meccanismi mediatici, in PJ Harvey - A dog called money di Seamus Murphy, che debutta in streaming il 21 maggio su Wanted Zone, nuova piattaforma creata da Wanted Cinema in collaborazione con Mymovies, dedicata ai film 'ricercati' e ad opere inedite e in anteprima, provenienti dai festival, vincitrici di premi e apprezzati dalla critica e dal pubblico internazionale. Murphy, pluripremiato fotografo e regista, aveva già lavorato con PJ Harvey nel 2011, creando per il disco Let England Shake una serie di corti. Qui invece è un viaggio del fotografo a dare il via alla nuova avventura creativa della cantautrice britannica. Insieme, dal 2011 al 2014 visitano il Kosovo, l'Afghanistan, Washington. Percorsi fra incontri, rovine, polvere, contraddizioni, ricchezze, miserie, caos, silenzi e musica, che trovano echi diretti nelle canzoni, facendo del disco una sorta di diario ricco, inquietante e puntuale del nostro tempo. Tante anche le anime stilistiche, dal rock al punk, dalla ballad al soul con tracce di gospel e hip hop. film, oltre a proiettarci nel processo creativo dell'autrice e polistrumentista, riesce a comporre, mescolando i mondi, un'immagine più inedita di Polly Jean Harvey, artista, rigorosa quanto ironica, talentuosa e empatica, capace di osservare e ascoltare.



 


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