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Coronavirus: niente Festival di Cannes a maggio

 

(ANSA) - PARIGI, 20 MAR - Il Festival di Cannes, inizialmente previsto dal 12 al 23 maggio, conferma un rinvio in data da destinarsi. In una nota, gli organizzatori scrivono che "molte ipotesi sono allo studio", la cui principale "sarebbe in semplice rinvio, a Cannes, tra fine giugno e inizio luglio 2020".



William Hurt, 70 anni per un divo timido e seducente

 

(ANSA) - NEW YORK, 20 MAR - Compie 70 anni il 20 marzo l'attore che Maria Pia Fusco definì "divo timido e seducente" descrivendolo la sera in cui il Festival di Berlino premiava con l'Orso d'oro il suo "Smoke" diretto da Wayne Wang. Tanto William Hurt appare composto e del tutto "British" nei modi trattenuti e nella recitazione sommessa e duttile, tanto non lo è mai stato l'uomo William: un'infanzia segnata dal divorzio dei genitori, un'adolescenza toccata dalla prematura morte della madre, una vita matrimoniale turbolenta (cinque convivenze che gli hanno regalato tre figli), una vita professionale turbata da abusi fisici, uso di droga e successivamente da una dolorosa artrite cervicale. Tutto questo però non gli ha impedito una carriera folgorante, baciata dal successo fin dalla prima interpretazione, "Stati di allucinazione" del 1980. In lui il regista Ken Russell colse l'espressione stupita e profonda dei grandi occhi azzurri, il fuoco trattenuto dello spingersi sempre all'estremo, la dicotomia tra una recitazione così naturale da apparire invisibile e un'incoercibile dolore interiore. Non a caso il protagonista della storia (scritta e poi sconfessata da Paddy Chayefsky) segue le ricerche scientifiche, poi travolte da un delirio onirico, di Eddie Jesuyp che prova su se stesso la vasca di deprivazione sensoriale (usata anche dagli astronauti) e le droghe naturali degli sciamani. Subito candidato al Golden Globe come miglior attore emergente, William Hurt deve l'immediata conferma un anno dopo a un altro regista inglese, Peter Yates che in "Uno scomodo testimone" lo trasforma nel guardiano notturno Darryl Deever, trascinato in un losco intrigo internazionale per amore dell'anchorwoman Sigourney Weaver. Nello stesso 1981 il giovane attore fa l'incontro della vita (professionale) e si ritrova, in una sola notte, eletto a sex symbol per il pubblico mondiale e star di Hollywood. E' infatti Lawrence Kasdan a volerlo come protagonista del noir "Brivido caldo" dal racconto di James C. Cain. Hurt è il giovane avvocato Ned Racine che cerca l'occasione della vita più nei letti di facoltose amanti che nelle aule di tribunale. Perde la testa per la bella Matty (Kathleen Turner), moglie di un ricco affarista da cui vorrebbe divorziare senza perderne la fortuna economica. Amanti maledetti, i due progettano il delitto perfetto. Sul set attore e regista sviluppano un'intesa artistica che è anche autentica amicizia tanto che faranno "coppia fissa" altre quattro volte, da "Il grande freddo" dell'83 a "figli di un dio minore" (1986), da "Turista per caso" (1988) a "T'amerò fino ad ammazzarti" (1990). Intanto però la carriera del nuovo divo ha preso anche altre strade: ha rinnovato il suo successo nel thriller con "Gorky Park" di Michael Apted (193), è stata coronata dall'Oscar come miglior attore per "Il bacio della donna ragno" di Hector Babenco (1985) dal claustrofobico romanzo di Manuel Puig. Negli anni '90 William Hurt coglie i frutti di una carriera sempre molto attenta nelle scelte e spesso costruita sulla sensibilità di autori dall'indole europea. E' il caso di Woody Allen in "Alice" (1990) e Wim Wenders ("Fino alla fine del mondo" del '91), ancora di Luis Puenzo ("La peste") o Chris Menges ("Un padre in prestito") fino a "Smoke" di Wayne Wang del 1995 in cui incarna lo scrittore Paul Benjamin che racconta le storie del suo amico Auggie, gestore di una tabaccheria, uomo semplice dal cuor d'oro. Nel 1996 William Hurt viene scelto da Franco Zeffirelli per uno dei suoi più ambiziosi progetti internazionali: è il disperato Signor Rochester di "Jane Eyre" dal romanzo di Charlotte Bronte: anche grazie alla sua prova maiuscola quel testo, spesso visto come tanti melodrammi vittoriani nell'ottica di vuoti ed eleganti ritratti in costume, trova la forza originale della scrittrice e il crudo realismo di un'epoca tra luci e ombre. Ma è anche l'inizio di una nuova fase nella carriera dell'attore, talvolta tentato da incursioni nel più classico cinema autoriale ("Un divano a New York" di Chantal Akerman), talaltra piegato a partecipazioni di maniera ("Lost in Space" di Stephen Hopkins). Finché nel 2001 si ricorda di lui Steven Spielberg per uno dei suoi film più ambiziosi e meno considerati, "A.I. - Intelligenza artificiale". Seguiranno alcune collaborazioni maiuscole come "History of Violence" di David Cronenberg (2005), "The Good Shepherd" di Robert De Niro (2006), "Into the Wild" di Sean Penn. Sempre più spesso però si tratta di una scintilla in un mare di interpretazioni ormai di routine in cui talvolta si coglie il guizzo dell'autoironia nel celebre sguardo di Hurt. Qualche esempio che tra l'altro coincide con le sue prove più divertite di questi anni: "The Village" di M. Night Shyamalan, "L'incredibile Hulk" di Louis Letterier, "La contessa" di Julie Delpy, "Robin Hood" di Ridley Scott, "The Host" di Andrew Niccol, "Captain America: Civil War" di Anthony e Joe Russo così come la serie degli "Avengers" e molte delle sue più recenti apparizioni televisive. A breve lo aspettiamo in un altro Marvel cine-fumetto, "Black Widow"(il primo diretto da una donna Kate Shortland) e nel militaresco "Era mio figlio" di Todd Robinson in cui ha diviso il set con Peter Fonda al suo "ultimo hurrah". Ma William Hurt ha certamente il talento per tornare protagonista e divo come una volta. L'età trasforma, ma le sue doti migliori si addicono oggi perfettamente alla sua età, una nuova giovinezza che sarà la sua prova del fuoco.



Bruce Willis compie 65 anni: divo di Hollywood tutto azione e senso dell'umorismo

 

Una serie di culto che l'ha lanciato, più di 100 film, un matrimonio "vip" con Demi Moore. Compie 65 anni Bruce Willis, une delle stelle di Hollywood più iconiche degli ultimi trent'anni. Specializzato in film di azione, ha saputo coniugare alla muscolarità di alcuni personaggi un grande senso dell'ironia, espresso sia nella trilogia di "Die Hard" che in film come "Appuntamento al buio". Nato in una base militare americana nella Germania Ovest, a Idar-Oberstein, il 19 marzo 1955, tornato con la famiglia negli Stati Uniti, nel New Jersey, Bruce Willis tra un lavoretto da barista e uno da camionista, dimostra sin da giovane la passione per la recitazione. Il debutto sul grande schermo arriva nel 1980, con un ruolo in "Delitti inutili", con Frank Sinatra. Trasferitosi a Los Angeles inizia a lavorare più frequentemente in serie tv, come "Miami Vice" e "Ai confini della realtà". Il salto di qualità arriva nel 1987, con "Moonlighting", poliziesco intriso di humour, che, accanto a Cybil Shepherd farà da trampolino di lancio e gli frutterà un Golden Globe e un Emmy. Nel 1987 è protagonista accanto a Kim Basinger di "Appuntamento al buio", scatenata commedia diretta da Blake Edwards. Nello stesso sposa Demi Moore, dalla quale avrà tre figlie, Rumer (1988), Scout LaRue (1991) e Tallulah Belle (1994). I due si separeranno nel 2000 decidendo comunque di non allontanarsi troppo per stare vicini alle figlie. Nel 1988 affronta il ruolo che gli segnerà la carriera. "Die Hard - Trappola di cristallo", in cui interpreta il poliziotto John McClane. Arriveranno negli anni a seguire quattro sequel, di altrettanto successo, "58 minuti per morire - Die Harder" (1990), "Die Hard - Duri a morire" (1995), "Die Hard - Vivere o morire" (2007) e "Die Hard - Un buon giorno per morire" (2013), decisamente meno apprezzato dal pubblico. Ma gli anni 90 per Willis non sono solo quelli del poliziotto McClane. Il numero di film di successo interpretati è impressionante, tanto da farne una delle stelle più amate di Hollywood. Arrivano "Pulp Fiction" (1994) di Quentin Tarantino, il surreale "La morte ti fa bella" (1992) di Robert Zemeckis, la fantascienza de "L'esercito delle 12 scimmie" (1995), "Il quinto elemento" (1997) e "Armageddon - Giudizio finale" (1998), e il thriller/horror di culto di M Night Shyamalan "Il sesto senso" (1999). Negli anni 2000 arrivano altre due saghe, quella della commedia poliziesca di "Fbi: protezione testimoni", e quella di "Sin City", di Robert Rodriguez. Nello stesso decennio ottiene altri grandi successi come "Unbreakable - Il predestinato", "Slevin - Patto criminale", "Ocean's Twelve". Nel 2010 e nel 2012 partecipa a "I mercenari", film di Sylvester Stallone infarcito di stelle degli anni 80 e 90. Le sue ultime apparizioni risalgono al 2019, con l'apprezzatissimo "Motherless Brooklyn - I segreti di una città", diretto da Edward Norton, e "Glass", dove è tornato a lavorare con M. Night Shyamalan.



CINEMA DA CASA, una iniziativa di Alice nella Città per unire le persone attraverso il cinema

 

Cinema da casa è una iniziativa immaginata da Alice nella Città, il Festival Internazionale dedicato ai più giovani, per unire le persone attraverso il cinema. Le proiezioni nascono dall'idea di usare come schermo gli spazi di vita delle persone, e proiettare le trame e le immagini dei film che ci legano per aver modo di stare insieme anche se lontani. Le sequenze e le immagini dei film che abbiamo amato di più verranno proiettate ogni sera alle 22:00 dalla nostra finestra di casa, alternando sequenze tratte da feel-good movies, titoli di cinema classico e film vintage-pop italiani. Una multiprogrammazione corale fatta da tante persone, da tante finestre diverse. In questa prima settimana, solo per citare alcuni titoli, abbiamo proiettato I 400 colpi, L’attimo fuggente, Billy Elliot, Nuovo cinema paradiso, La dolce vita, Il cielo sopra Berlino, Miracolo a Milano, Il Grande Dittatore ma anche titoli dedicati ai bambini come Gli Aristogatti. Chi non ha la possibilità di proiettare, potrà inviarci dei suggerimenti tramite tutti i canali social e saremo noi a programmare le immagini dei loro film del cuore. Chi invece può farlo, è invitato ad aprire le finestre come noi, illuminando la propria strada, il proprio palazzo e la propria città. Sono tante le città che hanno già aderito al progetto, tante le finestre affacciate sul mondo che hanno voglia di provare a sognare insieme a noi. Solo a Roma stanno proiettando nei quartieri di Montemario, Centocelle e San Lorenzo ma, contemporaneamente, lo stanno facendo anche in molte altre città come Torino, Palermo, Catania , Pisa e Bari. All’estero stanno partecipando dalle Filippine al Brasile passando per il Vietnam, e stanno per iniziare anche in Inghilterra, in Francia, in Svizzera e in Bulgaria, luoghi dai quali le nostre dirette sono seguite tutte le sere, e dove le nostre immagini vengono ricondivise. Da oggi e per tutte le prossime settimane dal giovedì alla domenica, oltre alle consuete proiezioni, avremo degli amici di finestra – in diretta Facebook e Instagram che condivideranno con noi questo momento, scegliendo dei film che stanno loro a cuore. L’ospite di questa sera sarà Anna Foglietta, in diretta assieme a noi dalle 22.



Tom Hanks, giù di tono ma non ho più febbre

 

(ANSA) - NEW YORK, 20 MAR - Tom Hanks e Rita Wilson continuano a sentirsi giù di tono, ma non hanno più febbre dopo essere stati contagiati dal coronavirus. L'attore, da una settimana positivo al virus, ha aggiornato i fan sulle sue condizioni di salute con una foto su Instagram che raffigura una vecchia macchina da scrivere Smith and Corona a cui è affezionato e che si era portato nel viaggio in Australia. Di recente Hanks ha cominciato a scrivere e nel 2017 ha pubblicato una raccolta di racconti. "Buone notizie: una settimana dopo essere risultati positivi e in auto-isolamento i sintomi sono più o meno gli stessi. Niente febbre ma i 'blah'. Piegare il bucato e fare i piatti sono azioni che portano a fare un sonnellino sul divano. Cattive notizie: mia moglie ha vinto sei partite di seguito a carte e ora è in vantaggio di 201 punti. Intanto pero' ho imparato a non spalmare troppa Vegemite sul pane", ha scritto l'attore di "Salvate il Soldato Ryan" alludendo alle critiche ricevute dopo aver postato una foto della sua colazione a base della salatissima pasta di lievito simile alla Marmite britannica.



 


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