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Craig conferma, sarò di nuovo Bond

 

(ANSA) - LOS ANGELES, 17 AGO - Daniel Craig tornerà a vestire lo smoking di James Bond. L'attore inglese ha confermato che interpreterà di nuovo l'agente segreto più famoso del cinema durante la sua apparizione nel The Late Show With Stephen Colbert del 15 agosto. La conferma è arrivata dopo che Stephen Colbert ha ricordato all'attore la sua dichiarazione di qualche mese fa, nella quale annunciava di non avere intenzione di tornare a recitare nei Bond movies. "Era due giorni dopo la fine delle riprese di Spectre - ha risposto Craig -, ero ancora esausto per la stanchezza e invece di dire qualcosa di vago e grazioso ho detto qualcosa di stupido". Ha però assicurato che il prossimo sarà davvero l'ultimo film su 007 da lui interpretato: "Voglio finire alla grande, non vedo l'ora". Il 25/o film della saga più longeva della storia del cinema è previsto in uscita a novembre del 2019.



Venezia, la Mostra omaggia Jean Rouch

 

(ANSA) - VENEZIA, 17 AGO - In occasione del centenario del regista ed etnografo francese Jean Rouch (1917-2004), si aggiunge al programma della Mostra del Cinema, in prima mondiale, l'unico film di Rouch girato a Venezia, il particolarissimo e inedito cortometraggio Cousin, cousine (Cugino, cugina, 1985-1987, 31', colore), con Damouré Zika e Mariama Hima (Venezia Classici). Cousin, cousine è stato integralmente restaurato dal CNC francese (Centre national du cinéma et de l'image animée) in collaborazione con la Fondation Jean Rouch, nel quadro del Centenaire Jean Rouch 2017. Cousin, cousine è un "capriccio" inventato a Venezia da Jean Rouch e dai suoi due amici e interpreti, l'attore nigeriano Damouré Zika e la regista nigeriana Mariama Hima, venuti a presentare alla Mostra del Cinema del 1985, nella sezione "Venezia Genti", un film di Mariama Hima, Baabu Banza, che vinse un premio.



Al Festival di Toronto selezionati sei titoli italiani

 

Sono ben sei i titoli italiani invitati a partecipare al grande appuntamento Nord Americano (7-17 settembre), una delle punte di diamante del cinema del globo. A cominciare dall’anteprima mondiale di Una questione privata di Paolo e Vittorio Taviani, nella sezione Masters. Dal capolavoro postumo di Beppe Fenoglio, un film ispirato e poetico, che sembra attraversare tutte le coordinate del cinema dei due maestri. Dal concorso di Venezia arrivano: nella sezione più prestigiosa del festival - 'Galas' - The Leisure Seeker, l’avventura americana di Paolo Virzì con Helen Mirren e Donald Sutherland, gloria nazionale canadese, e in 'Contemporary World Cinema' Hannah, l’opera seconda di Andrea Pallaoro, sorretta dalla maschera continuamente allusiva ed esplosiva di Charlotte Rampling. A Ciambra, di Jonas Carpignano, presentato alla Quinzaine di Cannes, arriva a Toronto in 'Contemporary World Cinema' dopo essere stato una delle vere sorprese della Croisette, con ottimi risultati di critica e mercato, a conferma della vocazione internazionale di questo giovane autore. In ‘Special Presentations’ verrà accolto Call Me by Your Name di Luca Guadagnino, già selezionato da Berlinale e Sundance, un altro autore italiano che sta sfondando i nostri confini. Infine il cortometraggio Mon amour mon ami di Adriano Valerio parteciperà nella sezione 'Short Cuts'. Da menzionare anche il documentario di coproduzione italiana Al di là dell'uno di Anna Marziano (nella sezione 'Wavelengths'). Quella di una così nutrita presenza italiana in un festival come Toronto è qualcosa di più di una conferma. Da qualche anno film italiani partecipano, e sono premiati, dalle più importanti rassegne del mondo, che celebrano arte, ricerca, qualità. Toronto, oltre a questi titoli, si impone in rapporto anche a una quantità: di film, di pubblico, di mercato. È un festival che mette l’arte alla prova dell’industria. Avere qui sei titoli, che raccontano di una produzione eclettica, varia per anagrafe – da due decani del cinema europeo come i Taviani a due opere seconde – capace di accogliere delle star nel set, oppure una famiglia Rom, di fare vera coproduzione creativa, e di parlare realmente a pubblici di passaporti diversi attraverso uno sguardo che resta autoriale, è forse il segno di una maturazione. Senz’altro, di un riconoscimento da parte di un festival che propone arte a una platea vasta. Insomma, il cinema come dovrebbe essere. Che sia italiano, è già un successo da cui proseguire un viaggio. La presenza dei film italiani a Toronto è coordinata dall’area Filmitalia di Istituto Luce Cinecittà.



"In dubious battle" in uscita il 7 settembre

 

In dubious battle – il corraggio degli ultimi, film diretto e interpretato da James Franco in uscita il 7 settembre, è la storia di un gruppo di braccianti agricoli costretti a lavorare alla metà della paga stabilita che cercano di organizzare uno sciopero, spinti dalla disperazione suscitata dalla propria condizione. Nel fare ciò subiscono le sollecitazioni di due attivisti politici infiltratisi nel campo, che tentano di sollevare gli animi e, allo stesso tempo, spingere i lavoranti ad una maggiore consapevolezza dei propri diritti e del potere che detengono rispetto al padrone. Lo scenario è l’America dei primi Anni Trenta, in piena crisi dopo la Grande Depressione del 1929. In una valle della California si intrecciano le vite dei vari protagonisti, tra cui spiccano Selena Gomez (Lisa London) e Vincent D’Onofrio (Al Anderson). James Franco interpreta il cinico Mac McLeod, carismatico marxista disposto a tutto pur di vedere realizzati i propri ideali. Accanto a lui, troviamo Nat Wolff nei panni del giovane e più ingenuo Jim Nolan. Nel cast, che vanta nomi di primissimo piano, figurano anche Bryan Cranston (Lo Sceriffo) ed Ed Harris (Joy). Il film In Dubious Battle è tratto dall’omonimo romanzo di John Steinbeck. Non è affatto un’impresa facile realizzare l’adattamento cinematografico di un caposaldo della letteratura. In questi casi il rischio spesso è quello di non riuscire a ricreare sulla pellicola la profondità della parola scritta, vincolati come si è ad un mezzo di comunicazione differente seppure incisivo. Ma portare la grande narrativa americana sul grande schermo sembra far parte di un vero e proprio filone che, negli ultimi anni, ha trovato nuova linfa. In un’impresa simile, infatti, si è cimentato recentemente anche Ewan McGregor con la sua trasposizione di un altro caposaldo come la Pastorale Americana. Fin dal trailer di In Dubious Battle, appare chiaro come James Franco sottolinei con forza l’aspetto corale del film. Alcune scene dei lavoratori in cammino ricordano con nitidezza opere come Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, dimostrando come il regista anche nella fotografia abbia scelto un registro iconografico che guarda alla tradizione. Tra le curiosità che si possono menzionare su questo film, va detto senz’altro che in Italia il romanzo di Steinbeck è stato tradotto come La Battaglia: una scelta necessaria dato che il titolo originale, In Dubious Battle, è un verso del poeta inglese Milton che difficilmente potrebbe essere tradotto nella nostra lingua in maniera efficace. Al cinema, invece, l’opera di Franco arriverà con il nome de La battaglia degli ultimi, nome di grande impatto ma che stravolge, almeno parzialmente il senso del romanzo. Tra le caratteristiche principali dell’opera, infatti, figurava il fatto che Steinbeck non sceglieva in maniera netta da che parte stare, se tra gli attivisti politici e i manovali sfruttati o tra gli imprenditori borghesi, dipingendo luci e ombre di entrambe le fazioni. A settembre vedremo se Franco avrà saputo raccogliere i favori del pubblico. Per il momento, il trailer di In Dubious Battle ci regala scene avvincenti ed una fotografia letteralmente d’autore che promette emozioni intense.



XXVIII Busker Festival di Carpineto Romano: 25 - 26 agosto l’arte di strada nei vicoli storici

 

Si rinnova per il 28esimo anno consecutivo il festival di artisti di strada da sempre amato e seguito: il Carpineto Romano Busker Festival, con due giorni unici di teatro, musica, performance e installazioni artistiche all'insegna della libertà. Dal 1990 a oggi, infatti, in occasione del Festival, le strade di Carpineto Romano si animano di quell’arte in grado di abitare ogni angolo urbano, in piena tradizione “baschera”, dando vita a una festa unica di musica e colori. Diventato ormai parte integrante del patrimonio culturale della cittadina, il Festival Buskers di Carpineto Romano si distingue nel panorama nazionale grazie alla commistione dei tradizionali spettacoli di strada con spettacoli che solitamente trovano spazio solo nei teatri o nei live club come la commedia dell'arte e il teatro d'innovazione, spettacoli di circo contemporaneo con strutture aeree, performer di pittura dal vivo che trasformano piazze e vie in musei. “Ormai la cultura busker ha invaso tutta la penisola” ha dichiarato il sindaco di Carpineto Romano Matteo Battisti, “una battaglia vinta per chi come il Comune di Carpineto Romano ha da sempre supportato l’arte di strada rendendola protagonista di uno degli eventi più amati e seguiti del centro Italia, dove si svolge il più antico Busker Festival: un’invasione artistica e culturale libera e felice di cui da 28 anni siamo testimoni e sostenitori”. “Si tratta di un evento nato e pensato proprio per il nostro antico borgo come luogo ideale per le performance” ha continuato Noemi Campagna Assessore alle Politiche Culturali. “Uno scenario unico dove l’arte di strada attraverso la parola, il gesto, la narrazione e lo spettacolo trova la sua ragione di esistere, si integra e prende forma”. Tra le grandi novità di questa edizione lo spettacolo di danza verticale “Di nuvole e vento” della compagnia MateriaViva con Anton Giulio de Guglielmo e Alessandra Lanciotti. I due performer voleranno sulla parete occidentale del campanile, danzando in una prospettiva ribaltata, straniante, che ricorda i quadri di Escher, trasposti in una dimensione lunare e romantica. Anche quest’anno il nouveau cirque sarà una delle attrattive principali per grandi e piccini con spettacoli come Etna Di Antonio Bonura in Arte il Drago Bianco, Tatiana Foschipropone una performance di acrobatica aerea utilizzando tessuti corda e trapezio, antiche discipline circensi riadattate con carattere teatrale e proposte con grazia e forza., Diego Grimaldi in arte Godié con la clownerie teatrale, Alessia Montuni con la magia delle sue bolle di sapone, Aurora col suo spettacolo su trampoli, Elia Bartoli in arte “GiocolElia”, Warner Circus in un esilarante spettacolo di giocoleria , Irene Betti con il suo spettacolo di contorsionismo e verticali. Per il teatro, Guglielmo Bartoli “Teresa!” mentre Eduardo Ricciardelli propone ”27+1 J”; per la pittura, ospiti la performance di pittura dal vivo di Cristiano Quagliozzi in arte Quac e la collettiva di Artiamoci, con gli Artisti Federico Giampaolo, Gemma Martellla, Mauro Cacciotti, Vania Sabelli, Fabio Castrucci e infine il pittore emiliano Esposito presenterà una performance dal titolo “Sogni “ di pittura e danza. La Musica verrà presentata in tutte le sue forme e generi con il percussionista Drumbo, lo spettacolo country musicale dei Keet & More, la street Band Calabballa , la sperimentazione della voce di Noisyra, I Nuàri gruppo locale che sta preparando l’uscità del secondo disco. Il cantautore Leo Folgori, il one man band Salvario. Altra novità dell’edizione 2017: ScuderieMArteLive lancia una Call for Artist per selezionare i migliori talenti emergenti delle arti performative (teatro, danza e circo) dandogli la possibilità di accedere al MArteLive e approdare alla Biennale MArteLive 2017 (deadline 21 agosto 2017). Anche per il 2017 la direzione artistica sarà affidata alle ScuderieMArteLive di Peppe Casa,con il coordinamento artistico di Linda Fiocco.



 


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