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Steven Spielberg re del botteghino, i suoi film hanno superato i 10 miliardi di dollari

 

Autore di capolavori come "Lo squalo", "Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta", "E.T.", "Schindler’s List", Steven Spielberg è il regista di maggiore successo economico di tutti i tempi. Grazie al successo al botteghino di "Ready Player One", è stato il primo a superare i 10 miliardi di dollari al botteghino. A sorpresa però nessuno dei suoi film è nella top ten della classifica delle pellicole con maggiori incassi. Secondo i dati di Box Office Mojo, "Ready Player One" ha incassato finora 474,8 milioni di dollari in tutto il mondo, portando oggi Spielberg a quota 10,99 miliardi. Ma in totale sono 27 i film che hanno permesso al regista di raggiungere questa cifra. Se si considera l'inflazione, il film di maggior successo economico è "E.T.", con un incasso lordo di 1,3 miliardi di dollari. L'impresa del regista di Cincinnati è ancora più grande dato che i colleghi sono molto lontani dai suoi risultati. Basti pensare che al secondo posto c'è Peter Jackson con 6,52 miliardi di dollari, seguito da Michael Bay con 6,41 miliardi e da James Cameron con 6,13 miliardi. In classifica troviamo poi David Yates, Christopher Nolan, Robert Zemeckis, Tim Burton, Chris Columbus e Ridley Scott.



Premio Apollonio a Helen Mirren

 

(ANSA) - BARI, 19 APR - Premio Apollonio 2018 al Premio Oscar Helen Mirren. La notizia è stata annunciata ufficialmente durante il cocktail musicale di presentazione della quattordicesima edizione del riconoscimento tenutosi ieri sera a Palazzo dai Pre', nel centro storico di Verona, dove si sta concludendo la cinquantaduesima edizione del Vinitaly. Alla serata hanno preso parte il direttore artistico e conduttore della manifestazione Neri Marcorè, il cantante Pacifico, il mago Walter di Francesco. Il Premio verrà consegnato il 12 luglio a Lecce, nell'Università del Salento. L'attrice inglese vive infatti per buona parte dell'anno nel Salento, dove ha acquistato una masseria, si autodefinisce "una contadina salentina" e si è spesso distinta per iniziative che hanno promosso lo spirito e la cultura del Salento. Il Premio è nato nel 2005 da un'idea dei fratelli Marcello e Massimiliano Apollonio "per omaggiare i pugliesi che hanno dato lustro alla loro terra in campo artistico, letterario, cinematografico, giornalistico e fashion".



Inventaria la festa del teatro off 8°ed | 25 compagnie, 14 prime, 5 sezioni, 4 teatri

 

Giunto alla sua ottava edizione, il Festival Inventaria - La festa del teatro off, organizzato da artisti per artisti, si è affermato come l'evento di chiusura della stagione teatrale capitolina mantenendo il proprio focus sulla drammaturgia contemporanea e sulla pluralità dei linguaggi ospitati. Ventuno le proposte in concorso selezionate tra le oltre 400 candidature pervenute da tutta Italia e dall'estero per offrire un ventaglio quanto più ampio possibile della scena teatrale off per linguaggi e generi, alle quali si aggiungono cinque proposte fuori concorso: due spettacoli ospiti il ritorno dello spettacolo vincitore dell'edizione 2017 e la presentazione dei due spettacoli tratti dai testi vincitori ex aequo del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio 2016 (VII ed.). Otto edizioni all'insegna dell'indipendenza - il Festival, organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, è interamente autofinanziato - e della sostenibilità: una formula accorta che ha consentito alla manifestazione di passare dalle sei compagnie della prima edizione alle venticinque di quella attuale e da una a cinque sezioni. Il trend espansivo è confermato anche dall'arricchimento del parco premi: sono 25 le date complessive messe a disposizione delle compagnie vincitrici dai teatri partner del Festival: Teatrino Zero e Teatro a l'Avogaria (Veneto), Il Sipario Strappato (Liguria), Camere d'aria (Emilia Romagna), Spazio Teatrale Allincontro (Toscana), Teatro Trastevere, Teatro Studio Uno, Matutateatro e Sala RomaTeatri (Lazio), Nastro di Mobius e Teatro Primo (Calabria), Clan Off e Teatro dei Naviganti (Sicilia); a esse si aggiungono inoltre altri premi sotto forma di servizi gratuiti, offerti da Roma Fringe Festival, Dino Audino Editore e Scriptdoctor & Playdoctor. Quest'anno Inventaria avrà luogo nei quattro principali teatri off di tre diversi quartieri della Capitale: Teatro Argot Studio e Teatro Trastevere (Trastevere), Carrozzerie n.o.t. (Ostiense) e Studio Uno (Torpignattara) e si articolerà in quattro sezioni di concorso (Spettacoli, Monologhi/Performance, Corti teatrali e la nuova sezione Demo dedicata agli studi e ai progetti in itinere) e una fuori concorso.



[FEFF 20] Venerdì 20 aprile, l'Opening Night guarda al futuro: STEEL RAIN

 

UDINE – Una Opening Night davvero memorabile, quella del Far East Film Festival 20. Anzi: davvero unica al mondo. Non solo per la qualità cinematografica dei due titoli che, venerdì 20 aprile, apriranno ufficialmente la ventesima edizione, lo spy thriller coreano Steel Rain e il noir malesiano Crossroads: One Two Jaga, ma proprio per la caratteristica specifica di Steel Rain. Una caratteristica che lo distingue da tutti gli altri 80 film della line-up, perché Steel Rain abita dentro il perimetro invalicabile di Netflix! Nessuno, fuori dai confini coreani, lo hai mai visto sul grande schermo di un cinema e nessuno, fuori dalla sala del FEFF 20, lo vedrà mai! Una novità importante, storica, perfettamente allineata con la filosofia del Far East Film Festival 20: guardare ai prossimi vent’anni e non celebrare quelli appena trascorsi. Capire e intercettare i cambiamenti del pubblico alla luce dei cambiamenti dell’industria e del mercato. Festival cinematografici e Netflix: come comportarsi? Il FEFF interpreta la diversa fruizione di un film (grande schermo o display “domestico”) non come una contrapposizione, ma come una risorsa, e decide di non preoccuparsi: il pubblico può godersi una visione di alta qualità in entrambi i casi, però nella sala del Teatro Nuovo (sede storica del festival) potrà godere di una gioia supplementare. Un momento irripetibile. Godersi il film, cioè, su uno schermo di 16 metri, condividendone la visione con i protagonisti seduti qualche metro più in là e con centinaia di appassionati pronti a ridere, applaudire o commuoversi nello stesso istante! Capire e intercettare i cambiamenti del pubblico, dicevamo. Gli spettatori stanno subendo una rapida mutazione genetica, determinata in larga parte dalle piattaforme on demand (Netfilx, appunto, e Amazon su tutte): per parlare ai “nuovi spettatori”, che sono già gli “spettatori di domani”, servono dunque nuovi linguaggi (non è certo difficile scommettere sulla grammatica della serialità), nuovi autori e nuovi registi. Magari, perché no, proprio i nuovi autori e i nuovi registi che quest’anno affollano il programma del FEFF! Ma torniamo, brevemente, alla serata inaugurale. Alle 20.00, buio in sala con Steel Rain di Yang Woo-seok (World Festival Premiere). Corea del Nord e Corea del Sud: la guerra nucleare non è mai stata così vicina! Il countdown corre velocissimo e il destino dei due paesi, ma forse del mondo intero, si trova ora nelle mani di pochi uomini. Riusciranno due grandi nemici, un agente del Nord e un alto funzionario del Sud, a unire provvisoriamente le forze per disinnescare la catastrofe? Tutto il meglio dello spy thriller coreano in un super action davvero esplosivo! Alle 22.40, tocca poi a Crossroads: One Two Jaga di Nam Ron (Prima mondiale). Un thriller senza compromessi, un’opera controcorrente che dipinge con coraggio la livida realtà radicata nella Malesia di oggi. Tra immigrazione clandestina e forze dell’ordine corrotte. Joko, figlio di un immigrato indonesiano, viene invitato da Adi, figlio del boss del padre, ad aiutarlo a fare il lavoro sporco. Il padre è riluttante ma deve risolvere anche il problema della sorella clandestina che vuole rientrare in Indonesia … Il conto alla rovescia sta ticchettando gli ultimi secondi: it’s Far East Film Festival time!



Fondazione Cinema per Roma | CityFest, Fratelli, coltelli, gemelli Per il Natale di Roma - 21 aprile

 

Un film mitologico. Un western. Un noir: la Casa del Cinema e Fondazione Cinema per Roma|CityFest, propongono per il 21 Aprile, la Festa del Natale di Roma, un programma speciale; un percorso a tappe sul fiume della storia, con i tre film che saranno proiettati sabato 21 aprile alla Casa del Cinema: Romolo e Remo di Sergio Corbucci (1961) alle 16.00, Winchester ’73 di Anthony Mann (1950) alle 18.00 e Onora il padre e la madre di Sidney Lumet (2007) alle 20.00. Cosa hanno a che fare questi tre film con la millenaria ricorrenza della nascita della città eterna? “C’entra – dice Mario Sesti che ha ideato per Fondazione Cinema il programma speciale – perché tutti e tre i film affrontano e raccontano la storia più antica che c’è: quella di un conflitto insanabile tra fratelli, la stessa che si trova all’inizio della Bibbia, e che il cinema, che ha delle capacità rabdomantiche per intercettare storie e idee che affondano negli abissi della nostra presenza nel mondo, ha declinato con la ricchezza e la versatilità che da sempre sono la sua forza”. “C’entra – dice Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema che ha ideato con Sesti il programma – perché il film di Corbucci con cui apriremo la giornata, colorita e fantastica rivisitazione del mito fondativo, porta la firma di Sergio Leone come sceneggiatore, proprio nell’anno del suo debutto come regista. C’entra perché il film di Anthony Mann ha le cadenze del mito e dell’epopea trasferita nel Nuovo Mondo. E perché infine il capolavoro di Sidney Lumet riporta il mito alla sua dolorosa quotidianità con una forza evocativa che lo rende sempre attuale”. Romolo e Remo è un “peplum”, roboante e scattante, tipico di un genere nato nel grande mix di avventura, cultura e box office del cinema italiano del dopoguerra, diretto da uno dei più grandi filmaker dell’italian style;Winchester ’73 con James Stewart, che ha una narrazione circolare e quasi irreale come un mito, aprì una stagione completamente nuova nell’epopea del western, dominata dalla nevrosi e dal crepuscolo; Onora il padre e la madre è l’ultimo film di una delle personalità di maggior rilievo del cinema americano dagli anni ’60 e dietro un legame fraterno manipolatore e sinistro tratteggia una ricognizione tossica dell’idea stessa di famiglia, imbevuta nell’angoscia e nel panico tipici di tutti i buoni noir. Gli spettatori che attraverseranno insieme il passaggio di questi film, saranno compagni di una escursione d’eccezione in un’area di alta densità dell’immaginario di tutti i tempi.



   


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