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Bertè, Nonna Addams è rock come me

 

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - Di questo film "mi colpisce il messaggio forte che lancia, il modo in cui valorizza l'originalità, contro il fattore di omologazione. Fa da manifesto alla diversità, alla follia, alla genialità. Non c'è follia senza pizzico di genio". Parola di Loredana Bertè, che debutta come doppiatrice, nei panni della nonna, molto rock, di casa, nella Famiglia Addams, versione animata in stop motion di Conrad Vernon e Greg Tiernan, in anteprima italiana alla Festa di Roma in Alice nella città e in sala per Halloween, in 500 copie con Eagle. Il film riprende lo stile graffiante dei fumetti anni '30 di Charles Addams, sulla famiglia più esilarante e dolcemente dark che ci sia. "Sono da sempre una grande fan della serie, non ho perso una puntata" spiega Loredana Bertè. "Nel film mi sono persa nel mio personaggio, mi ha conquistato. L'ho amato perché nonna Addams è rock, sopra le righe, invasata, imprevedibile e molto ironica. Sono diventata Nonna Addams anche dentro".



Scamarcio, padre criminale on the road

 

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - Revenge movie, film di formazione e sicuramente di relazioni tra padre e figlio, 'Il ladro di giorni' è un po' tutto questo e ci ricorda inevitabilmente racconti simili. Firmato da Guido Lombardi e tratto dal suo romanzo omonimo (Feltrinelli), il film passato oggi alla Festa del Cinema di Roma all'interno del concorso ufficiale, parte tra le montagne del Trentino. Qui Salvo (Augusto Zazzaro), undici anni, vive con gli zii, la mamma infatti è morta. Il giorno della sua prima comunione, mentre gioca a pallone con gli amici, compare inaspettatamente, a bordo campo un uomo che scoprirà essere suo padre Vincenzo (Riccardo Scamarcio). Salvo non lo vede da troppo tempo per riconoscerlo subito, sette anni, ovvero da quando due carabinieri lo avevano portato via dalla loro casa in Puglia. Ora Vincenzo, appena uscito di prigione, ha deciso di trascorrere qualche giorno con il figlio e parte con lui verso il sud. Il ragazzino è diffidente e curioso verso questo padre dai modi spicci e armato di pistola. Ma durante questo viaggio lungo l'Italia Salvo imparerà a conoscere suo padre e ad essere meno diffidente e, allo stesso tempo, Vincenzo a provare affetto per questo figlio mai davvero vissuto. Nel personaggio del film - prodotto da Indigo Film, Bronx Film con Rai Cinema e Minerva Pictures Group con il sostegno di ben tre film commission (Trentino, Campania e Apulia) - spiega Scamarcio, "mi riconosco poco. Leggendo il copione ho subito pensato al film di Zeffirelli, 'Il campione', dove c'è appunto il rapporto tra un boxeur e un bambino. Comunque - aggiunge l'attore - il mio personaggio non è certo uno stratega, ma mi ricorda piuttosto un po' un uomo degli anni Cinquanta, un uomo alla fine molto semplice". E ancora Scamarcio non parla che bene del talentoso coprotagonista: "Antonio è uno che impara tantissimo e, dopo un po', diventa come il tuo clone, imita vezzi e abitudini. Il rapporto tra Salvo e Vincenzo è fatto più dalle cose che non si dicono". Per il regista, nato a Napoli nel 1975 e che ha collaborato, tra gli altri, con Abel Ferrara e Paolo Sorrentino, "è chiaro che Salvo subisce la fascinazione del padre. Quando entra nella sua vita Vincenzo, pur di essere amato, inizia ad imitarlo, ma tutto questo non ha nulla a che fare con un'educazione criminale, alla Gomorra". E ancora Lombardi: "Quando ero piccolo a scuola il primo della classe alla lavagna metteva una linea che divideva buoni e cattivi: mi hanno sempre interessato le ragioni del superamento di quella linea". Nel cast del film anche Massimo Popolizio, Giorgio Careccia, Vanessa Scalera, Carlo Cerciello e Rosa Diletta.



Festa Roma: Ardant, è bello rivivere anche i dolori

 

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - Tornare a vivere un momento del passato, esattamente com'era, e non solo perché si era più giovani. Chi non ha avuto mai questo desiderio? Proprio come capita a Victor (Daniel Auteuil) protagonista di 'La belle époque' di Nicolas Bedos, che sceglie di tornare agli anni '70 "perché ai quei tempi - dice nel film - la gente si guardava ancora in faccia e non stava al telefonino, e il mondo era poi un enorme posacenere pieno di fumatori", ma soprattutto perché in quegli anni aveva incontrato il suo grande amore Marianne (Fanny Ardant). Queste le coordinate per entrare in un film folle, brillante e nostalgico passato alla Festa di Roma. E la Ardant? "Sono tanti i momenti della mia vita che vorrei rivivere - dice l'attrice -. Vorrei rivivere anche momenti in cui ero infelice perché, a volte, impari di più dalle infelicità". Nostalgia del passato? "Sono come i matti, non dimentico niente. Sono maestra di ricordi, ma amo anche il momento presente, in fondo, alla fine, sono due cose gemelle", risponde.



Mira Sorvino, il #metoo aiuti le donne

 

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - Mira Sorvino è felice e grata del momento che sta vivendo "e come parte del movimento #metoo, spero di aiutare a dare coraggio a tutte quelle donne che sono sopravvissute a forme di violenza, abusi e sopraffazioni". Lo dice alla Festa del Cinema di Roma l'attrice premio Oscar, tra le prime a rivelare le violenze e gli abusi subiti da Harvey Weinstein. Il suo ribellarsi alle avance del produttore le era costato l'esclusione per anni da molti progetti di alto profilo, tra i quali Il signore degli anelli, come ha confermato Peter Jackson. L'interprete di La dea dell'amore è nella selezione ufficiale con Drowning, film intimo, scritto, diretto e interpretato dall'amica Melora Walters, in prima mondiale alla Festa. Si racconta il viaggio interiore di Rose (Walters), una madre sopraffatta dal dolore e dalla paura, per la sorte del figlio, soldato in missione in Iraq. E' solo uno dei tanti altri titoli nei quali Mira Sorvino è coinvolta da qui a due anni: "Nella vita di ogni attore ci sono alti e bassi, come mi ricorda sempre mio padre (il grande attore Paul Sorvino, ndr). Io per un periodo ero stata messa su una lista nera e non ho potuto lavorare, ora invece mi arrivano bellissimi script da straordinari registi e sceneggiatori, tanti altri progetti stanno iniziando e non posso ancora parlarne. Mi sento molto stimolata, lavoro con gioia e sono piena di speranza". In Drowning, Mira Sorvino interpreta Mary, proprietaria della libreria dove lavora Rose: "Melora è una delle mie più care amiche da vent'anni, avevo già recitato per lei in un corto e nella sua opera prima Watertiger Lily. Per Drowning voleva che Mary apparisse come una 'bonne vivante', che sa godersi la vita, frequenta tanti uomini, ma ti rendi conto che non è che una maschera. E' una donna ferita, tradita dall'ex marito e in una grande solitudine". La forza del film "è che tutti i personaggi hanno una profonda vita interiore. Oggi dominano le apparenze, si seguono gli influencer su Instagram, si vuole apparire a tutti costi sicuri di sé, ma come diceva mio nonno, nato a Napoli, indossiamo tutti i pantaloni una gamba alla volta. In tutti noi c'è sempre il dolore, il senso di perdita, la delusione". Il film è, infatti, anche una storia di sopravvivenza al dolore: "La forza non sta solo nel modo in cui sopravvivi, ma anche in come aiuti gli altri a sopravvivere. Io a inizio carriera ho interpretato Marilyn Monroe, che era alla perenne ricerca dell'amore, e ho sempre pensato che se avesse avuto qualcuno di cui prendersi cura si sarebbe salvata. Come sapete ho vissuto un periodo molto duro e ho la tendenza a chiudermi quando soffro. Ma è stato importantissimo condividere, le persone che mi sono state accanto sono state un sostegno fondamentale per me".



Doppio appuntamento da brivido con Everybloody’s End e Aquarius Visionarius di Soavi

 

Dopo il grande successo riscosso sui prestigiosi schermi di SITGES – Festival internazionale del cinema fantastico della Catalogna, dove è stato presentato nella sezione Brigadoon, Everybloody’s End di Claudio Lattanzi (Killing birds – Raptors) sarà protagonista di un nuovo imperdibile appuntamento da brivido. Sabato 26 Ottobre 2019, infatti, verrà proposto in anteprima assoluta italiana durante la Halloween Marathon Part III che si svolgerà a San Stino di Livenza (Ve), presso il Teatro Romano Pascutto, dove farà parte della serie di proiezioni che, a partire dalle ore 20.45, annovereranno classici e cult dell’horror quali Deliria di Michele Soavi, …e tu vivrai nel terrore! L’aldilà di Lucio Fulci e Il seme della follia di John Carpenter. Produzione Himirides, Everybloody’s End si svolge in un tempo indefinito e annovera tra le proprie influenze i film su Dracula realizzati da Jesus Franco e da Paul Morrissey. In un sotterraneo-bunker cinque persone lottano per la sopravvivenza: le tre donne Bionda (Cinzia Monreale), Nera (Veronica Urban) e Rossa (Nina Orlandi), un teologo (Giovanni Lombardo Radice) e un giovane dottore (Lorenzo Lepori).
Fuori dal nascondiglio regna l’Apocalisse: il male è stato generato da un paziente zero e, di conseguenza, un gruppo di ex soldati chiamati “Sterminatori” provvede alla crocifissione di ogni persona che incontra sulla propria strada, in modo da cercare l’origine del flagello. Ma i cinque sono veramente al sicuro o nel posto in cui sono rifugiati c’è qualcosa di cui non sono a conoscenza? Insieme allo stesso Lattanzi, nel corso della serata prenderanno parte ad un incontro con il pubblico i protagonisti del film Cinzia Monreale (Buio omega), Giovanni Lombardo Radice (Paura nella città dei morti viventi), Marina Loi (Zombi 3) e il direttore della fotografia Ivan Zuccon. Scritto da Antonio Tentori (Dracula 3D, Rabbia furiosa – er Canaro), Everybloody’s End vanta anche l’amichevole partecipazione di Sergio Stivaletti – curatore degli effetti speciali – in inedite vesti di attore. Ma non si tratta dell’unico appuntamento con i nuovi lungometraggi diretti da Lattanzi, in quanto, già presentato presso SITGES – Festival internazionale del cinema fantastico della Catalogna, Fantafestival e Asylum Fantastic Fest, Venerdì 25 Ottobre passerà al TOHorror – Festival internazionale di cinema e cultura del fantastico Aquarius Visionarius – Il cinema di Michele Soavi, fuori concorso nella sezione documentari. L’appuntamento per ripercorrere vita e carriera di colui che ci ha regalato, tra gli altri, La chiesa, La setta e Dellamorte Dellamore è, in questo caso, alle ore 18.15 presso il cinema Massimo di Torino.



   


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