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Tom Cruise sarà il protagonista del primo film girato nello spazio

 

E' arrivata l'ufficialità: Tom Cruise sarà il protagonista del primo film mai realizzato nello spazio. La pellicola, le cui riprese inizieranno in orbita ad ottobre del 2021, verrà finanziata dalla SpaceX di Elon Musk. La conferma arriva dalle immagini che sono state diffuse su Twitter dello Space Shuttle Almanac, l'elenco dei Paesi e delle persone coinvolte nei lanci interspaziali previsti per i prossimi tre anni: in quello del prossimo autunno c'è proprio il nome dell'attore. Oltre a Tom Cruise, la lista comprende il pilota Lopez-Alegria e un secondo "turista", Doug Liman. Liman è l'autore di The Bourne Identity, Mr. & Mrs Smith, nonché dei due più recenti film con Cruise: Edge of Tomorrow - Senza domani e Barry Seal - Una storia americana. C'è anche un posto vacante per un altro passeggero, ma il suo nome è ancora sconosciuto. Un budget da 200 milioni Sia Cruise, sia Liman hanno un brevetto da piloti. Le spese per il film sono di 2 milioni di dollari e la Nasa ha dato la sua benedizione al progetto: "Siamo entusiasti di lavorare con Tom Cruise a un film a bordo della Stazione Spaziale. Abbiamo bisogno di media popolari che ispirino una nuova generazione di ingegneri e scienziati, per trasformare in realtà i nostri ambiziosi piani". (dal tgcom)



'Un confine incerto', giovedì anteprima a Bologna

 

(ANSA) - BOLOGNA, 24 SET - Arriverà nelle sale italiane dopo l'anteprima bolognese di domani sera, giovedì, al cinema Lumière, il nuovo film di Isabella Sandri, 'Un confine incerto', distribuito dalla Cineteca di Bologna. Presentato al Torino Film Festival, affronta il tema della pedo-pornografia e vede nel cast il giovane Moisè Curia (volto noto per il suo lavoro televisivo, in particolare per i ruoli interpretati nella fiction di grande successo 'Braccialetti rossi') e Valeria Golino. "Si parla tanto del cinema al femminile - commenta il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli - dello scandalo delle donne che faticosamente riescono ad approdare alla regia, poi, però, tutto resta come prima. Solo i festival, e l'ultima Venezia ne è stato un bellissimo esempio, hanno dato vita a selezioni più attente alla questione di genere. La Cineteca di Bologna ha deciso di sostenere l'uscita nelle sale di 'Un confine incerto' di Isabella Sandri, una delle voci più personali del cinema italiano contemporaneo. "In questi ultimi quindici anni - dice la regista - ho raccontato con i miei lavori storie di bambini e di adolescenti: dai profughi palestinesi in Libano agli orfani delle bombe intelligenti in Afghanistan, dai figli dei lavoratori delle maquilas messicane, alle bambine sopravvissute alle stragi in Ruanda, o ai piccoli indios sterminati dall'arrivo dei bianchi nella Terra del Fuoco e in Patagonia. E mi sono chiesta: qual è una delle crudeltà più gravi che continua a esistere in questa nostra epoca, uno dei mali peggiori? Forse portare via il futuro all'essere umano, la forza di credere in sé. Uccidere la sua forza ma anche - forse peggio - la sua parte tenera. Uccidere la tenerezza che l'essere umano ha dentro: il bambino".



Gerini, "dico no al culto del Principe Azzurro"

 

Più che una commedia, una favola con tanto di principe azzurro sul cavallo bianco, quella tutta al femminile di Giuliana Gamba dal titolo 'Burraco fatale', in sala dal 1 ottobre in 180 copie con Fenix Entertainment. Di fatto le protagoniste, Irma (Claudia Gerini), Eugenia (Angela Finocchiaro), Miranda (Caterina Guzzanti) e Rina (Paola Minaccioni) sono quattro donne diverse, unite da una lunga amicizia e soprattutto dal burraco del quale sono campionesse. Quando decidono di partecipare ad un torneo nazionale e uscire dalla loro quotidianità, si ritroveranno improvvisamente a carte scoperte, specie Irma che, dopo tanti tradimenti del marito (Pino Quartullo), trova l'amore in un pescatore (Mohamed Zouaoui) che si rivelerà un vero principe magrebino pieno di soldi e con harem annesso. Nel film anche un cameo di Loretta Goggi nei panni della ricca e pettegola suocera di Miranda. "Come mamma di due femmine - dice oggi in conferenza stampa la Gerini - ho subito pensato bene di togliere loro il mito del principe azzurro, un mito anacronistico che ci ha solo rovinato". Per la Minaccioni, il problema del principe azzurro sono le aspettative: "Siccome ne raccoglie tante, è difficile che vada tutto bene e se anche lui fosse perfetto alla fine annoia". Ancora più dirette sul tema la Finocchiaro e la Guzzanti. La prima sottolinea, "mia figlia, che ha 24 anni, una volta mi ha detto: il principe azzurro sono io". Mentre la Guzzanti esaspera ancora di più: "Bisogna aspettarsi molto da se stesse e poco dal principe". Anche la romantica Loretta Goggi, 70 anni il 29 settembre, dice la sua:"Io ci credo. Se è un uomo che ti completa viva il principe azzurro. Ogni donna dovrebbe cercarlo nella sua vita". "È una commedia su un problema importante che nel caso di questo film riguarda la borghesia italiana di provincia (Burraco fatale è ambientato ad Anzio) - dice Giuliana Gamba - ovvero il tema della globalizzazione, dell'incontro con le culture altre". Conclude la Gerini: "La mia Irma certo è molto romantica e si piange un po' addosso, è molto diversa da me. Comunque 'Burraco fatale' mette in campo quattro amiche di carattere e personalità, donne come spesso accade capaci di dirsi tutto, anche le cose negative". Sul fenomeno sociale del Burraco dice infine l'attrice romana: "È vero. È un fenomeno sociale che nasce forse dal gusto di mettere in ordine le carte in scala, che ti dà il senso di controllare la realtà. E poi c'è quella voglia di pinella, comunque è un gioco che ti fa astrarre dal mondo". (ANSA).



GREENLAND con Gerard Butler al cinema dal 1 ottobre

 

Gerard Butler di nuovo alle prese con il peggiore dei nemici: la fine del mondo. L’attore torna a lavorare con il regista Ric Roman Waugh dopo il successo di Attacco al potere 3, in un disaster movie ad alta tensione, dal ritmo adrenalinico e con spettacolari effetti speciali dagli stessi produttori di John Wick.
Per l'umanità sta per scoccare l'ultima ora a causa di un cataclisma naturale, Gerard Butler veste i panni di un uomo che, se salvare il mondo è ormai diventato impossibile, tenterà il tutto per tutto per salvare la sua famiglia. La minaccia di una cometa distruttrice si abbatte contro l’umanità e John (Gerard Butler), insieme all’ex moglie Allison (Morena Baccarin) e al giovane figlio Nathan, compiranno un viaggio impossibile e pieno di insidie nel tentativo di mettersi in salvo. Mentre diverse città in tutto il mondo sono rase al suolo dai frammenti della cometa e il conto alla rovescia per l’apocalisse globale si avvicina allo zero, la loro ultima possibilità è un volo disperato verso un possibile rifugio sicuro.



FESTIVAL DEL CINEMA SPAGNOLO E LATINOAMERICANO - ROMA 2-7 OTTOBRE

 

In un clima di speranzosa ripresa per il cinema, si tiene al Cinema Farnese di Roma dal 2 al 7 ottobre 2020 la 13ª edizione del Festival del cinema spagnolo e latinoamericano. Una edizione speciale già iniziata a Messina e Napoli e che, prima dell'edizione romana, farà tappa all’Auditorium Ex-Gil di Campobasso dal 28 al 30 settembre. Tra le novità di questa 13a edizione, il Premio del Pubblico che sommerà i voti raccolti nelle diverse tappe del Festival (Roma, Campobasso, Napoli e Messina), e sarà proclamato il 7 ottobre nell'evento speciale di chiusura. Per votare: www.cinemaspagna.org La manifestazione, curata e organizzata da Iris Martin-Peralta e Federico Sartori (Exit Media) propone, come di consueto, una selezione di qualità dell’ultimo cinema spagnolo e latinoamericano in versione originale sottotitolata in italiano, con titoli inediti e anteprime nazionali assolute. “La situazione presente – sottolineano i due curatori - pur complicata, ci porta a non rinunciare alla condivisione della cultura e al dialogo. Il cinema segna una strada per il rincontro!”. La Nueva Ola, sezione principale del festival, presenterà le migliori pellicole iberiche dell’ultima stagione, tra cui il film di apertura, “70 Binladens - Le iene di Bilbao”, che sarà distribuito in Italia tra l’autunno e l’inverno 2020, thriller di Koldo Serra, regista della celebre serie Netflix “La casa di carta”, capace di sprigionare ritmo e gestire con fluidità una trama che si concentra dentro le quattro mura di una filiale di banca presa d’assalto. Con la mente a “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, il film si avvale dell’eccellente interpretazione di un cast di stelle, tra cui Emma Suárez, una donna con un grave problema da risolvere nel giro di poche ore: ha assoluto bisogno di 35 mila euro (i “binladens” nello slang spagnolo sono i biglietti da 500 euro), ma ecco che una coppia di rapinatori irrompe nella filiale nel tentativo di svaligiarne le casseforti. E qualcosa va, puntualmente, storto… Quindi l'eclatante esordio alla regia di Belén Funes, “La hija de un ladrón” ruota intorno a Sara, una ragazza-madre costretta a contare solo su se stessa, con il grande desiderio di ricomporre un nucleo familiare e riavere ciò che le è stato tolto. Il ladro del titolo è il padre, un inetto che torna a farsi vivo in cerca di redenzione, ma finisce per costituire l’ennesimo ostacolo nei propositi della figlia. Rivelazione assoluta ai Goya 2020, con il Premio Miglior Opera Prima, ma anche Menzione Speciale della Giuria al Taormina Film Fest 2020 e trionfo per Greta Fernández all’ultimo Festival di San Sebastian, dove ha vinto la Concha de Plata come Miglior attrice. Realtà e finzione si uniscono in “Els dies que vindran”, film diretto da Carlos Marqués-Marcet e vincitore assoluto al Festival di Malaga 2019 e di tre Premi Gaudì 2020 (Miglior Film, Attrice protagonista e Montaggio). Nel film si assiste alla vera gravidanza dell’attrice María Rodríguez con il suo compagno David Verdaguer (Verano 1993), fino alla nascita della figlia. Il tutto a Barcellona, dove una giovane coppia affronta il progressivo passaggio dall’euforia iniziale all’incomunicabilità che presagisce la rottura. Un’odissea sull’ascesa e la caduta dell’amore che Marqués-Marcet aveva già esplorato attraverso la sofferenza di una relazione a distanza nel suo fortunato e per certi versi visionario film d’esordio 10.000KM. “O que arde – Verrà il fuoco”, terzo lungometraggio firmato da Oliver Laxe, punto di riferimento del cinema d’autore del nuovo cinema spagnolo, indicato da Bong Joon-ho come uno dei cineasti più promettenti nel prossimo cinema mondiale. Il film, lirico e potente racconta di Amador, un piromane che dopo aver scontato la sua pena in carcere, torna a casa nelle verdi colline di Lugo, in Galizia. Ma nessuno in realtà è lì ad attenderlo. Premio della Giuria Un certain Regard all’ultimo Festival di Cannes, due Premi Goya 2020, per la Miglior Attrice emergente (Benedicta Sánchez) e per la Miglior Fotografia (Mauro Harce) e Miglior Film e Miglior Sceneggiatura al Mar del Plata Film Festival 2019. Il film sarà distribuito in Italia nella primavera 2021. Il regista Samuel Alarcón sarà a Roma per presentare “Oscuro y Lucientes”, la storia e i curiosi avvenimenti che scaturirono dalla morte del grande genio della pittura Francisco de Goya y Lucientes. Da qui il suggestivo gioco di parole del titolo che rimanda alle tinte chiaro-scure che avvolgono la sua scomparsa, avvenuta in esilio nel 1828. Dopo la sepoltura mai nessuno reclamò il suo corpo, nemmeno la famiglia. Anni dopo, alla riesumazione al cimitero di Bordeaux, la sorpresa fu grande: la testa di Goya era sparita… Tra i titoli presenti nella sezione Latinoamericana: il peruviano “Canción sin nombre”, sontuoso esordio alla regia di Melina León, in concorso alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2019 e pluripremiato nei festival di tutto il mondo, che narra la storia, basata su fatti realmente accaduti, di una giovane donna senza risorse che, dopo il parto, non sa più dove sia finita la sua bambina. Nella disperata ricerca che ne consegue, trova l’aiuto di un giornalista, uomo solitario ai margini, che accetta di condurre le indagini. Un film di forte denuncia che esplora il Perù al culmine della propria crisi politica e finanziaria degli anni Ottanta. Sbarca a Roma dopo numerosi premi internazionali La Camarista, di Lila Avilés, film candidato per il Messico ai Premi Oscar 2020, la storia della timida e riservata Eve, cameriera in un hotel di lusso a Città del Messico. In primo piano, il divario socio-economico tra inservienti e clienti, parabola di un’intera nazione, divisa più che mai tra chi si trova sempre più in alto e chi può solo aspirare a salire faticosamente un gradino nella scala sociale. Co-produzione italo-messicana è Tony driver, di Ascanio Petrini, proiettato come Evento Speciale fuori concorso. Forte di numerosi premi vinti, tra cui il Goya come Miglior Opera Prima, il Premio come Miglior Attrice (Greta Fernández) al San Sebastián Film Festival e la Menzione Speciale della Giuria al recente Taormina Film Fest, questo documentario è la storia di Pasquale Donatoni, nativo di Bari, ma che, a 9 anni, a metà degli anni Sessanta, vola oltreoceano con la famiglia e cresce da vero americano facendosi chiamare Tony. Tassista di professione a Yuma, viene arrestato a causa del suo “secondo lavoro”: trasportare migranti illegali negli Stati Uniti attraverso la frontiera messicana… “Piazzolla, la rivoluzione del tango”, dell’argentino Daniel Rosenfeld, è, quindi, un inedito ed evocativo viaggio nel cuore della vita e della musica di Astor Piazzolla. Per la prima volta gli archivi del leggendario bandoneonista (fotografie, nastri vocali e riprese in super8) vengono aperti al pubblico dal figlio Daniel per un ipnotico ritratto di Piazzolla dall’infanzia a Manhattan agli inizi di carriera, passando per il Tango Nuevo e i misteri dell’atto creativo. Un film importante, che sarà distribuito in Italia dall’11 marzo 2021, data del Centenario della nascita di questo grande genio del Novecento. Nella sezione “Clasicos”, l'omaggio a Lucia Bosé, la grande attrice italo-spagnola scomparsa lo scorso 23 marzo, di cui saranno proiettati tre film facenti parte degli inizi della sua carriera: “Cronaca di un amore”, il brillante esordio di Michelangelo Antonioni (1950), un classico del cinema spagnolo “Muerte de un ciclista (Gli egoisti)” di Juan Antonio Bardem (1955), e la perla “Nocturno 29” di Pere Portabella (1968), primo film dopo la rottura con il Torero Dominguin, con cui la legò un'intesa storia d'amore. Quarto classico in programma l'omaggio al grande genio di Luis Buñuel per il 50° anniversario di “Tristana”, coproduzione italo-franco-spagnola con Catherine Deneuve, Fernando Rey e Franco Nero, compendio dei temi classici cari al maestro: l’inestricabile groviglio fra il male e il bene nella debolezza della natura umana, l’inutilità di una scelta tra i due opposti poli, la feroce satira del perbenismo borghese. Chiude il festival, mercoledì 7 ottobre alle ore 21:00 l’ultimo film di Pedro Almodóvar, Dolor Y Gloria, interpretato da Antonio Banderas (per questo film vincitore della Palma d’Oro a Cannes come Miglior attore), Penélope Cruz, Leonardo Sbaraglia e Cecilia Roth. Banderas qui alle prese con il ruolo di un regista, alter ego di Almodóvar, in preda di una profonda crisi fisica e creativa. Il passato torna alla mente, si mescola al presente, dando forma all’opera forse più intima ed emotiva del Maestro manchego. Tutti i film sono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.



   


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