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Centenario Tognazzi nel 2022, si parte con UgoMania

 

(ANSA) - Parte da Velletri (Roma) il countdown che porterà ai festeggiamenti per il 100/o anniversario della nascita di Ugo Tognazzi: là dove l'attore ha vissuto per oltre trent'anni con sua moglie Franca Bettoja, si svolge dal 27 settembre fino a dicembre 2021, "UgoMania - Velletri per Ugo": un ricco calendario di iniziative per celebrare uno dei più grandi interpreti del cinema italiano, e non solo, in preparazione del grande evento per i 100 anni dalla nascita, il 23 marzo 2022. Si parte con la mostra fotografica "Ugo e Velletri" che resterà allestita per tre mesi. E' costituita da 25 scatti privati dell'attore, esposti nelle vetrine dei negozi del centro storico, in collaborazione con i commercianti del quartiere. Da sabato 30 ottobre a lunedì 1 novembre, si terrà al Multiplex Augustus, la maratona cinematografica "Ugomania", che proporrà alcuni dei più grandi successi dell'attore. Durante la rassegna sarà anche presentato il libro "Ugo, la vita, gli amori e gli scherzi di un papà di salvataggio", scritto dai figli Ricky, Gianmarco, Maria Sole Tognazzi e Thomas Robsahm, pubblicato da Rai Libri. Sono in programma sempre a Velletri, nel mese di novembre, in date da definire, una visita guidata presso la Casa Museo di Ugo Tognazzi in compagnia del figlio Gianmarco Tognazzi, e il contest culinario "Un cuoco prestato al cinema", per ricordare le ricette dell'attore con il coinvolgimento diretto degli studenti dell'Istituto Alberghiero di Velletri, che rivisiteranno alcune delle sue ricette più famose. La kermesse si concluderà con una serata speciale al Teatro Tognazzi, alla presenza dei figli Ricky, Gianmarco e Maria Sole Tognazzi e delle Amministrazioni Comunali di Velletri e Pomezia, gemellate nel nome dell'attore. Saranno proiettati per l'occasione "Il meglio di Ugomania", video conclusivo che raccoglierà i momenti topici del festival, e il documentario "Ugo e gli amici di Velletri". La serata terminerà con la proiezione del film documentario "Ritratto di mio padre", con la regia di Maria Sole Tognazzi. (ANSA).



“Amusia”, iniziano le riprese

 

Sono iniziate nella giornata di ieri, 27 settembre a Tresigallo, in provincia di Ferrara, le riprese del film “AMUSIA”, prodotto da UMI Films, in collaborazione con Rai Cinema, con il contributo del MiC ed il sostegno della Regione Emilia-Romagna, e con il supporto di Emilia-Romagna Film Commission. Amusia,”mancanza di armonia”, l’incapacità biologica di comprendere, eseguire e apprezzare la musica. Il film è una storia d’amore inaspettata tra due giovani ragazzi in un microcosmo surreale, tra edifici metafisici, balli silenziosi e luci a neon. In un mondo impregnato di musica, nasce una ragazza a cui non è possibile sentirla. La sua malattia si chiama amusia : esiste ma nessuno lo sa; la tortura ma nessuno le crede. Un’ infanzia solitaria, trascorsa a difendersi dai pregiudizi altrui, la spingerà a fuggire e la porterà dentro il mondo periferico, dimenticato e vagamente onirico di un ragazzo che combatte la solitudine con la musica mentre cerca di non far marcire i sogni che ha nel cassetto. Una storia d’ amore tra due opposti, che scoprono di non essere poi così diversi.



GIANFELICE IMPARATO SUPERSTAR AL BIF&ST 2021

 

È stato premiato, tra gli applausi scroscianti della serata inaugurale del Bif&st 2021, con il “Premio Alberto Sordi”, assegnato da una giuria di critici, per le sue recenti interpretazioni in Qui rido io di Mario Martone (in questi giorni nelle sale) e in Il bambino nascosto di Roberto Andò (in sala invece dal 7 ottobre). Su Raiuno è l’amatissimo vice ispettore, fresco di pensione, ne I bastardi di Pizzofalcone. Ancora oggi al pubblico di Bari racconterà, intervistato da Enrico Magrelli, la sua esperienza in Gomorra, il film di Matteo Garrone, spartiacque del cinema italiano nel 2008, dove fu “don Ciro”, riproposto in occasione della retrospettiva dedicata a Rai Cinema e al suo braccio distributivo 01 Distribution.
Oggi, nello splendidamente ripristinato Teatro Margherita, ha invece accompagnato, con la regista Viviana Calò (e gli altri interpreti, Alessandra Borgia, Marco Mario De Notaris, Antonella Stefanucci, Valentina Acca, Inès Maria Lopez Hernandez), Querido Fidel, il secondo film italiano presentato in anteprima mondiale nella sezione competitiva “ItaliaFilmFest”, proiettato in un esaurito Teatro Piccinni, ieri sera alle 19 e oggi in replica alle 22. Gianfelice Imparato può ben dirsi uno dei protagonisti assoluti di questa edizione del Bifest, diretta da Felice Laudadio e oggi alla sua terza giornata. «Ogni volta che mi viene proposto un ruolo o una sceneggiatura in lettura, devo sempre cercare, dentro di me, quelle “quote” del personaggio che non mi appartengono ma che sono chiamato a dar vita», ha detto Imparato, intervistato pubblicamente da David Grieco nel corso dell’affollata conferenza stampa del film. «Ma in Querido Fidel - la storia di un comunista non pentito che vive nella sua città, Napoli, comportandosi come una sorta di soldato di Fidel Castro, con il quale intrattiene una misteriosa corrispondenza - non ho dovuto fare sforzi particolari. Anche perché la regista aveva scritto quel personaggio, cucendomelo letteralmente addosso». «Non si tratta soltanto di un film politico», ha aggiunto. «Ma una storia profondamente umana che si interroga con profondità sul dilemma se sia più giusto arrendersi per convenienza o continuare a difendere un proprio sogno». Accanto a Imparato, la regista napoletana Viviana Calò - che generazionalmente con questa storia nostalgica e ironica sul sogno comunista di alcuni ha ben poco a che fare - ha ricordato di aver trovato l’ispirazione per il film, mentre leggeva sui giornali del passaggio di testimone da Fidel Castro, ormai solo e malato, al fratello Raul. «Ho provato a immaginare, in assoluta libertà, la storia di un uomo (e della sua famiglia) che per qualche ragione, per la sua storia particolare, potesse sentirsi profondamente scosso da questo passaggio». Il film ha avuto poi, come accade per moltissime opere prime, una lunga gestazione, «comprensiva di una trasferta in Colombia dove un coproduttore avrebbe dovuto consentire l’avvio delle riprese, salvo non presentarsi affatto e addirittura chiederci soldi…». La regista ha coraggiosamente preso in mano le redini della produzione del film, affiancata in un secondo tempo dalla Audioimage di Davide Mastropaolo e infine dalla eskimo di Dario Formisano. «La pandemia non ci ha fiaccato», ha aggiunto, rispondendo al pubblico. «Si è trattato di un periodo in cui abbiamo affinato e ripensato il montaggio. Non volevamo che il film uscisse solo sulle piattaforme, abbiamo aspettato a concluderlo perché l’obiettivo è vederlo presto nelle sale cinematografiche». Quando esattamente? «Lavoriamo affinché il film sia in sala alla fine di novembre, in coincidenza con il quinto anniversario della morte di Fidel Castro», dicono i produttori. «Il film sarà anche commercializzato con un contributo economico del Fondo Cinema e Audiovisivo della Regione Campania, la prima, e l’unica probabilmente, a sostenere anche la diffusione delle opere realizzate sul territorio. Ce ne occuperemo direttamente, in tandem con un player nazionale che presenteremo nei prossimi giorni».



"JOSÉE, LA TIGRE E I PESCI" AL CINEMA IN UN EVENTO SPECIALE DI TRE GIORNI

 

Anime Factory, etichetta di proprietà di Koch Media che racchiude il meglio dell’offerta Anime, cinematografica e home video, annuncia l’uscita dell’attesissimo film anime Josée, la Tigre e i Pesci di Kotaro Tamura, da oggi al cinema in un evento speciale di soli tre giorni, il 27-28-29 settembre 2021. Realizzato dallo STUDIO BONES, celebre per molti titoli di successo come My Hero Academia, Fullmetal Alchemist, Josée, la Tigre e i Pesci è una storia di formazione che racconta la relazione tra Josée, un’artista disabile di talento e Tsuneo, un laureando in biologia marina, che si incontrano per caso e si scoprono attratti l’uno dall’altro. La storia di Josée, la Tigre e i Pesci è stata precedentemente trasposta in un film live action nel 2003, ma solo attraverso l’animazione si è potuta esaltare la brillantezza della vita quotidiana, il batticuore dell’amore e lo scintillio della vita. La narrazione è stata adattata e ambientata in tempi recenti, in modo che Josée e Tsuneo potessero rispecchiare al meglio le attuali generazioni, per rappresentare in maniera delicata e rispettosa tutte le persone che a causa della loro disabilità si muovono solo su una sedia a rotelle. Josée, la Tigre e i Pesci è stato nominato come “Miglior film d’animazione” al Japan Academy Film Prize, è stato il film di apertura al Festival Internazionale del film d’animazione di Annecy e di chiusura del Festival internazionale del cinema di Busan. Kotaro Tamura (regista della serie Noragami e assistente alla regia di Wolf Children) fa il suo debutto alla regia cinematografica con una sceneggiatura scritta da Sayaka Kuwamura (Strobe Edge, Drive). Il disegnatore di manga Nao Emoto (Savage Season) si è occupato dell’ideazione dei personaggi, mentre Haruko Iizuka (Horimiya) ha curato character design e direzione generale delle animazioni. Le musiche del film sono di Evan Call (Violet Evergarden) e le canzoni di Eve, che vanta un totale di circa 500 milioni di visualizzazioni di video musicali e ha un talento in grado di ritagliare con parole semplici e melodie sofisticate i dolori e le gioie di tutti i giorni. Il romanzo Josée, la Tigre e i Pesci è molto popolare in Giappone e la storia dei due protagonisti ha avuto una grande influenza su diverse generazioni. Parlando del momento in cui ha deciso di realizzare un film animato legato all’opera di Seiko Tanabe, il regista Kotaro Tamura ha affermato: “Il mio primo approccio con «Josée, la Tigre e i Pesci» è avvenuto grazie al romanzo originale. A dire il vero, Shuzo Kazahara [producer] aveva preparato un bel po’ di romanzi dentro un sacchetto e dopo averli letti tutti scrupolosamente è stato «Josée» a venire da me. In quel momento mi sono ricordato di averne già sentito il titolo grazie al film live action.” La sceneggiatrice Sayaka Kuwamura ha aggiunto: “Ho conosciuto per la prima volta «Josée» attraverso il film live action, ma poco prima entrando per caso in una libreria ne ho notato il romanzo. Riflettendo sul fatto che non avevo mai letto nulla di quell’autrice l’ho preso in mano e gli ho dato una rapida lettura. L’ho riletto poi con attenzione e ho trovato il personaggio di Josée pieno di fascino, così come «Josée», «la tigre», «i pesci». Il gusto di scegliere quei tre nomi per il loro valore simbolico era meraviglioso.”



FESTIVAL DEL CINEMA SPAGNOLO E LATINOAMERICANO Quattordicesima edizione

 

Si tiene a Roma dal 1 al 7 ottobre presso il Cinema Farnese Arthouse di Campo de' Fiori la 14a. edizione del Festival del cinema spagnolo e latinoamericano. Diretto da Iris Martín-Peralta e Federico Sartori, il festival ritorna a Roma dopo le tappe estive di Campobasso, Quartieri Spagnoli di Napoli, Messina, Bova-Reggio Calabria e Venezia. “Un'edizione del festival che presenta – orgogliosamente e in continuità con la ricerca svolta in questi 14 anni- un grande numero di opere prime, molte delle quali premiate ai recenti Premi Goya e al Festival di San Sebastian”, dichiarano i direttori artistici. Tra i titoli de La Nueva Ola, sezione dedicata al cinema spagnolo contemporaneo, inedito e di qualità, “La inocencia”, opera prima della giovane Lucía Alemany, che affronta la vita di un gruppo di adolescenti in un piccolo paesino della costa valenziana. La regista sarà presente a Roma nell'evento speciale di apertura, venerdì 1 ottobre - per presentare al pubblico il film, già vincitore del Premio del Pubblico Giovane al Festival internazionale di San Sebastian. Altra anteprima italiana è l'atteso “Intemperie” di Benito Zambrano vincitore di due Premi Goya 2020 per la Miglior sceneggiatura e la Miglior canzone originale (Sílvia Pérez Cruz). Il film, che vede protagonista Luis Tosar (“Celda 211”, “Desconocido”, “A cambio de nada”), è un western ambientato nel deserto di Granada, nel Sud della Spagna nel primo dopoguerra, quando si va affermando la dittatura franchista, con tutte le sue ingiustizie, prepotenze e regolamenti di conti. Sabato 2 ottobre il regista basco David Pérez Sañudo presenta al pubblico romano “Ane”, suo esordio alla regia, fresco vincitore di tre Premi Goya 2021 per la Miglior sceneggiatura e per la coppia di attrici protagoniste (Patricia López Arnáiz e Jone Laspiur). L’opera prima di Sañudo segue da vicino Lide, una madre sulle tracce della figlia scomparsa dopo un’azione No-Tav contro un cantiere. Con un solido impianto narrativo, tra il giallo e il dramma politico, il film è l'autentica rivelazione dell’anno. Mercoledì 6 ottobre la regista Nuria Giménez Lorang presenta al pubblico il suo esordio “My mexican bretzel”, vincitore del Found Footage Award al Festival di Rotterdam. Un’opera di ingegneria narrativa, realizzato attraverso il montaggio di film casalinghi e basato sul diario intimo della benestante Vivian Barrett, nell’Europa del dopoguerra, che immerge lo spettatore in una storia d’amore inconfessabile. E se 'Mentire è solo un altro modo per dire la verità', il pensiero corre subito al wellesiano 'F For Fake'. Altro titolo di spicco che compone la selezione ufficiale de La Nueva Ola, “La boda Rosa” di Iciar Bollain che qui si cimenta in una “commedia esistenziale”, come ama descriverla la stessa regista. Cast di stelle, su tutti Sergi López e Nathalie Poza (quest'ultima vincitrice del Premio Goya 2021 come Miglior attrice non protagonista) che ruota intorno a Rosa (Candela Peña), una donna abituata a mettere sempre i bisogni degli altri prima dei suoi, e che decide così di dare uno scossone alla propria esistenza e di afferrarne le redini, o almeno tentare di farlo. Di anno in anno si consolida la sezione Latinoamericana che, per questa edizione, oltre a presentare titoli provenienti dal Cile, Messico e Argentina, darà largo spazio al cinema peruviano. Il Focus Perù -che riceve il sostegno dell'Ambasciata del Perù in occasione del Bicentenario dell'Indipendenza del Paese-, sarà composto da quattro titoli sia classici che contemporanei. Tra questi l'inedito “La revolución y la tierra”, scelto come film di chiusura del festival, che sarà presentato al pubblico dal regista Gonzalo Benavente Secco. Il film, già un cult in patria (al debutto è stato più visto di “Joker”), ripercorre il prima, il durante e dopo la riforma agraria del 1969: una cavalcata ricca di riferimenti cinematografici, storici e letterari, che riesamina con lucidità le pagine di una storia emblematicamente latinoamericana. Tra le opere che fanno parte del Focus anche un classico, “La ciudad y los perros” dell'italo-peruviano Francisco “Pancho” Lombardi, che grazie a questa pellicola si aggiudicò la Concha de Plata come Miglior regista al Festival di San Sebastián nel 1985. Tratto dal romanzo “La città e i cani” di Mario Vargas Llosa (Premio Nobel per la Letteratura nel 2010), la storia è ambientata nella comunità di cadetti della rigidissima Scuola Militare Leoncio Prado di Lima, alla quale il padre di Vargas Llosa, che osteggiava la sua passione per la scrittura, affidò il figlio: il film descrive la dura esperienza di vita di quattro ragazzi, che dai propri superiori imparano un unico cinico principio: annientare per non essere annientati. Fanno parte del Focus i due inediti “Magallanes” thriller sociale di Salvador del Solar; e “Retablo” di Alvaro Delgado Aparicio vincitore alla Berlinale del Teddy Award interamente parlato in lingua quechua. La sezione Clasicos presenta due autentiche perle. La prima, con proiezioni il 3 e 6 ottobre - è di Buñuel, nel 60° anniversario di “Viridiana”, autentico capolavoro interpretato da Francisco Rabal, Fernando Rey e Silvia Pinal. Il film, che vinse la Palma d’Oro a Cannes 1961, venne scomunicato dal Vaticano e quindi censurato per lunghi anni in Spagna e in Italia. La seconda perla è un omaggio a Luis García Berlanga nel Centenario della sua nascita. Amico e collaboratore di Zavattini ed Ennio Flaiano, si distinse per un cinema carico di un umorismo al limite del corrosivo. A Berlanga il Festival dedica la proiezione speciale di “La escopeta nacional” (1978), che verrà presentato il 5 ottobre dalla produttrice Marisol Carnicero, storica collaboratrice del Maestro spagnolo. Per il secondo anno consecutivo il festival prevede il Premio del Pubblico, che offre agli spettatori la possibilità di scegliere il proprio film preferito. Il voto potrà essere espresso fuori dalla sala dopo le proiezioni o con il QR code e il film vincitore sarà proclamato il 7 ottobre, durante la serata di chiusura.



   


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