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Ultimi ciak per Trust di Danny Boyle

 

(ANSA) - AOSTA, 14 DIC - Gli ultimi ciak della serie americana tv Trust del registra premio Oscar Danny Boyle si realizzeranno in Valle d'Aosta. Le riprese sono previste nei prossimi giorni lungo la strada del Gran San Bernardo che conduce al confine con la svizzera. Tra gli attori Donald Sutherland, Hilary Swank e Brendan Fraser. L'uscita è attesa negli Stati uniti già a gennaio 2018. Prodotta dalla rete americana FX, Trust narra la storia del rapimento di Paul Getty III, erede della famosa dinastia di petrolieri, avvenuto a Roma nel 1973. "Siamo stati contattati dal line producer italiano, con il quale avevamo avuto già importanti collaborazioni e che lavora sempre su grandi produzioni internazionali - ha spiegato il direttore di Film Commission, Alessandra Miletto - era alla ricerca di una strada di montagna in un contesto innevato".



Lawrence nel nuovo film di Guadagnino

 

(ANSA) - LOS ANGELES, 14 DIC - Il regista italiano Luca Guadagnino, che sta facendo incetta di premi e nomination con il suo Chiamami con il tuo nome, dirigerà l'attrice premio Oscar Jennifer Lawrence nel film Burial Rites, crime drama di cui la star ventisettenne sarà anche produttrice. La pellicola è ispirata all'omonimo romanzo del 2013 di Hannah Kent e racconta le vicende di Agnes Magnusdottir (Jennifer Lawrence), ultima donna a essere giustiziata pubblicamente in Islanda nel 1830. Agnes fu condannata a morte per aver ucciso due uomini e dato fuoco alla loro casa. Hannah Minghella, tra i produttori di Burial Rites, intervistata da Variety, ha esaltato Guadagnino: "Luca è un talento raro. I suoi film sono caratterizzati da uno squisito senso dello spazio, inestricabilmente legato allo stato dei complessi personaggi che li animano. Non riesco a immaginare una collaborazione più eccitante di quella tra lui e Jennifer Lawrence".



Il '68 è il primo protagonista del 29. TRIESTE FILM FESTIVAL (19-28 gennaio)

 

Essere il primo festival dell'anno ha i suoi vantaggi: ad esempio poter celebrare per primi un anniversario importante come i cinquant'anni del '68. Al 29. TRIESTE FILM FESTIVAL, in programma dal 19 al 28 gennaio, l'omaggio inizia sin dal manifesto, che reinventa in chiave "beat" una fotografia di scena scattata nel 1962 da Mario Magajna sul set di Senilità. "La scommessa - spiega Max Mestroni di Claimax, che da anni cura l'immagine del festival - era partire da una foto in b/n e trasformare lo sfondo di piazza Unità d'Italia in una "wonderland" lisergica che restituisse l'energia e lo spirito di un anno pieno di energia e colore". Ma il cuore delle celebrazioni "sessantottine" sarà REBELS 68. EAST 'N' WEST REVOLUTION, una retrospettiva che, fedele allo spirito del TsFF, si farà in due, indagando quell'anno cruciale del secondo Novecento da un doppio punto di vista: quello dell'ovest, con autori come Godard, Roeg e Bertolucci, e quello dell'est, con nomi come Pintilie, Dezso, Nemec e Žilnik. Senza dimenticare titoli e personalità che - da Bellocchio a Makavejev a Garrel - hanno anticipato il 68, o che del 68 si sono nutriti, prolungandone lo spirito nelle stagioni a venire. "L'idea - spiegano i direttori del TsFF, Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo - è di rintracciare in autori e cinematografie distanti i punti di contatto, le assonanze tematiche e stilistiche, il clima di una stagione caratterizzata ovunque, a est come a ovest, da un'estrema creatività". "Una stagione breve, eccitante e terrificante di rivoluzione totale", aggiungono Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri, curatori della parte "occidentale" della retrospettiva: "Nel cinema tutto doveva essere rovesciato: il linguaggio, i modi di produzione gerarchici, il concetto di professionalità, i premi, la ricezione e la memoria storica stessa, furono messi in discussione, totale e permanente. Un film non doveva più essere il cinguettio meraviglioso di un usignolo dentro la gabbia dorata. Ma la fine di ogni gabbia. E la possibilità per tutti di prendere una macchina da presa in mano senza chiedere permesso e scoprire altri mondi possibili". Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino (l'edizione "zero" è datata 1987), il Trieste Film Festival - diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo - è il primo e più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell'Europa centro-orientale, che continua a essere da trent'anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”. Più che un festival, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini dell'Europa del cinema, scoprendo in anticipo nomi e tendenze destinate ad imporsi nel panorama internazionale.



My Pure Land, film in corsa agli Oscar per Uk vince 17° River to River Indian Film Festival

 

Firenze, 13 dicembre - L’emancipazione femminile in India e i diritti Lgbt della comunità indiana vincono il 17° River to River Indian Film Festival. È “My pure Land” di Sarmad Masud, western tratto da fatti realmente avvenuti nel Pakistan rurale, sul ruolo della donna, candidato dall’Inghilterra agli Oscar 2018, e in prima italiana al festival, a essersi aggiudicato il premio River to River Award come miglior lungometraggio ieri, presso il Cinema La Compagnia di Firenze, durante la serata di chiusura della 17/a edizione del River to River Florence Indian Film Festival, unico festival in Italia interamente dedicato alla cinematografia indiana, diretto da Selvaggia Velo. Al centro della trama, una giovane donna, Nazo, decisa e determinata, che insieme alla madre e alla sorella è chiamata a difendere la propria casa da una banda di uomini armati assoldati dallo zio che, a seguito ad un’aspra faida familiare, vuole riprendersi la terra. Il film, proiettato a Firenze in anteprima italiana, è stato presentato al River to River dall'interprete principale, Suhaee Abro, che ieri ha ringraziato, nel messaggio di saluto in diretta via skype, insieme al regista Masud, il pubblico per aver premiato il film e il festival per la calorosa ospitalità. “Per noi in Pakistan tutto diventa una questione di sopravvivenza. Però continuiamo ad andare avanti - spiega Suhaee Abro - nonostante il peso della famiglia sia enorme, le tradizioni, l'educazione, sono dei macigni, per non parlare dei rapporti fra i sessi. Ora - prosegue la Abro - le nuove generazioni cercano una vita migliore, più libera, disinibita. Guardano avanti, vogliono viaggiare, studiare, cambiare le regole, anche se il processo è lento e pieno di ostacoli”. La giuria popolare, composta dal pubblico votante in sala, ha assegnato il premio per il miglior documentario alla pellicola autobiografica “Abu - Father” del regista Arshad Khan, pellicola autobiografica che racconta cosa significhi crescere in una rigidissima famiglia indiana di religione musulmana, emigrata prima in Pakistan e poi in Canada, dovendo fare i conti con la propria omosessualità e con la tensione post 11 settembre. Il documentario parla di tutti questi argomenti attraverso un percorso di riconciliazione con la figura paterna. Ha detto Khan: “Grazie per questo caloroso benvenuto a Firenze. La vita pone a tutti delle sfide, e chiaramente, quando ti trovi a un’intersezione di identità - essere pakistano, musulmano, gay, migrante - è ancora più difficile. Sta a ciascuno di noi cercare di superare gli ostacoli. Abu significa padre, e anche se il mio film è un lavoro autobiografico, in realtà tratta di connessioni, perdono, e della condizione umana, un messaggio universale che va al di là dei confini”. Infine, a vincere il premio per il miglior cortometraggio è stato “Kajal” di Paakhi Tyrewala, che racconta del percorso di emancipazione di una donna, dal marito, dal capo, da un mondo rivendicato dagli uomini. I film vincitori, e una selezione del “Best Of” di questa edizione del River to River, saranno proiettati a Milano dal 2 al 4 febbraio 2018 presso lo Spazio Oberdan di Milano. “Questa edizione del festival è stata intensa e piena di tematiche importanti e universali. - spiega Selvaggia Velo, direttrice e ideatrice del festival -Tutti i film che hanno vinto puntano alla salvaguardia dei diritti dell’uomo, segno che il pubblico premia storie che sensibilizzano a temi importanti, e che facciano riflettere. Come il lungometraggio My Pure Land e il corto Kajal, che trattano in maniera intelligente del ruolo della donna e della sua emancipazione, e come la la difesa dei diritti LGBT e il delicato tema dell’accoglienza dell’altro al centro del documentario Abu. Sono molto soddisfatta di questa edizione, in cui abbiamo parlato anche di terrorismo, dell’importanza della democrazia, e dei 70 anni dall'indipendenza dell’India, con un focus dedicato alla figura di Gandhi. Gli eventi collaterali di fotografia e a tematica food hanno fatto da corollario ad una edizione a 360 gradi sull'India, che è stata molto apprezzata dal pubblico. Vi aspettiamo quindi nel 2018 per celebrare i 18 anni del River to River con una festa speciale…#getrivered!”. Il River to River Florence Indian Film Festival ha proposto in sei giorni, dal 7 al 12 dicembre, venticinque film tra prime mondiali, europee e italiane. 40 gli eventi complessivi in programma tra proiezioni, mostre fotografiche, incontri con i protagonisti, lezioni di cucina ed eventi off. Hanno partecipato ospiti internazionali tra cui il regista culto Onir, primo a trattare tematiche di diritti umani in India, che ha presentato in prima italiana il suo film “Shab - The Night” e Hansal Metha regista riconosciuto a livello internazionale, con la proiezione di “Omertà”, film scelto per la chiusura del festival, biopic sul terrorismo internazionale attraverso la storia del terrorista indo-inglese Omar Sheikh, estremista islamico che ha compiuto atti deplorevoli, incluso l'omicidio del giornalista del Wall Street Journal Daniel Pearl nel 2002. Dopo i fatti di domenica a New York, dove un attentatore originario del Bangladesh ha cercato di farsi esplodere, Mehta ha risposto così al pubblico in sala che gli ha chiesto il suo punto di vista sugli attentati terroristici sempre più frequenti che stanno affliggendo il mondo: “Bisogna avere il coraggio di parlare anche di verità scomode, ovvero cercare di capire le motivazioni di queste persone che abbracciano la violenza per fare giustizia. Omertà narra di come un giovane decida di trasformare la propria rabbia in un atteggiamento radicale fondamentalista. A mio avviso, è soltanto indagando e agendo, riformando questi individui che si può far fronte al terrorismo, piuttosto che - come fanno i governi - attaccare le nazioni o distruggere le comunità. La violenza radicale viene dagli individui: mentre i governi si tengono occupati distruggendo nazioni e comunità (vedi i bombardamenti in Siria, etc), penso che sarebbe più opportuno cercare di capire e magari riformare questi giovani individui".



Fiera di Roma: “Arti e Mestieri Expo” dal 14 al 17 dicembre

 

Dal 14 al 17 dicembre, torna alla Fiera di Roma “Arti e Mestieri Expo”, la tradizionale manifestazione dedicata all’artigianato, al regalo unico e originale, alle eccellenze enogastronomiche, giunta alla dodicesima edizione. Con la partecipazione e il sostegno di Regione Lazio, Unioncamere Lazio, Camera di Commercio di Roma, Camera di Commercio di Rieti e Lazio Innova, la manifestazione ritorna e si rinnova acquisendo un respiro internazionale con la sezione “Horizons”, con la presenza di prodotti tipici provenienti dall’estero. La storia dei Mestieri, i luoghi del Gusto, le arti dello Spettacolo e l’amore per le Tradizioni sono i temi di Arti e Mestieri Expo/Horizons 2017. Saranno più di 200 gli espositori presenti nelle aree dedicate, per un grande colorato happening natalizio che coinvolge anche cultura, benessere, moda, musica e tanto intrattenimento. Una formula rinnovata che accosta alla valorizzazione delle peculiarità artigianali anche momenti didattici e laboratoriali rivolti alle scuole, alla riscoperta delle arti manuali e della multisensorialità. Infatti, Arti e Mestieri ospita l’alternanza scuola-lavoro grazie a Formacamera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma che si occupa di formazione scolastica e professionale con il contributo di CNA-Roma con le scuole di Pasta, Pane, Pizza e Panettone, aperte anche alla partecipazione del pubblico. Dopo gli artigiani e inventori digitali della Maker Faire, Fiera Roma è orgogliosa di riaprire le porte di “Arti e Mestieri Expo”, la fiera ideata e organizzata da Fiera Roma, che mette in mostra l’eccellenza artigiana tradizionale – dichiara Pietro Piccinetti, amministratore unico di Fiera Roma. Quella ovviamente del nostro territorio, quella italiana in genere e - novità di questa XII Edizione - quella di molti Stati del mondo. Quest’anno infatti “Arti e Mestieri”, ormai un appuntamento fisso per Roma alle porte del Natale, allarga i suoi orizzonti, ospitando anche artigiani e artisti dall’Iran, della Tunisia, dal Marocco,dalla Libia, dalla Costa d’Avorio e dal Portogallo. Una vetrina sempre più ricca e variopinta sulla eccellenza delle botteghe più peculiari di Italia, Mediterraneo e mondo. Un percorso tra prodotti dell’artigianato e dell’enogastronomia che sarà anche un modo per fare la conoscenza con culture e tradizioni vicine e lontane, con molti momenti di approfondimento. Un contesto ideale per trovare regali di Natale al 100% artigianali e un’occasione perfetta per fare incontrare direttamente produttori e consumatori. Per una Fiera ancora una volta a supporto dell’economia del territorio e non solo”. Tra i protagonisti 2017, anche lo chef Fabio Campoli, opinion leader del panorama gastronomico italiano, fondatore di Campoli Azioni Gastronomiche e presidente di ProDiGus, che porterà la sua trentennale esperienza insieme ai suoi numerosi ospiti quotidiani, tra show cooking, dibattiti e presentazioni. Accanto a lui, infatti, gli Esaltatori di “Sapere” condurranno il pubblico alla scoperta delle più ricercate prelibatezze gastronomiche: dallo Street food rivisitato in chiave gourmet, al gelato, passando per i biscotti, il sale marino e i vegetali, senza perdere di vista la salute e la cultura. Arti e Mestieri Expo propone anche un gustoso e appassionante viaggio culinario tra passato e futuro. Ad arricchire il Natale di “Arti e Mestieri Expo/Horizons” la contemporaneità con la Fabbrica-Museo del Cioccolato, parco tematico unico nel suo genere a livello internazionale, un microcosmo pieno di attrazioni con un unico focus: il cioccolato declinato in tutte le sue forme. Una convenzione con Fabbrica-Museo del Cioccolato permetterà ai visitatori di avere un grande vantaggio. Effettuando degli acquisti presso gli stand di Arti e Mestieri Expo/Horizons e presentando lo scontrino presso il desk di Fabbrica-Museo del Cioccolato all’ingresso del pad. 3, si avrà diritto a un coupon per la visita con 50% di riduzione (per scontrini emessi nella stessa giornata il cui importo complessivo sia tra 30 e 60 euro) o un coupon omaggio (per scontrini emessi nella stessa giornata il cui importo complessivo sia superiore a 60 euro)! Ed infine, la manifestazione presenta un programma ricco di musica della tradizione popolare e spettacoli dedicati alle famiglie e ai giovani: pizzica, tarantella, presepe animato, tombola napoletana e altro. In particolare, tutti i giorni alle ore 18.00, spettacolo gratuito degli “Easy Pop” la storia del Jukebox attraverso la reinterpretazione delle più belle canzoni di un’epoca unica: 60/70/80. E sabato sera, alle ore 20.00, uno dei principali interpreti della “Notte della Taranta”: Antonio Amato che con l’ensemble ci condurrà in una fusion tra musica classica, popolare e rock.



   


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