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Oltre 200mila per cinema a Bologna

 

(ANSA) - BOLOGNA, 14 AGO - Più di 200mila spettatori hanno riempito piazza Maggiore, a Bologna, per assistere davanti al maxi schermo alla 33esima edizione di 'Sotto le stelle del cinema', la rassegna organizzata dalla Cineteca nell'ambito di 'Be Here. Bologna Estate 2019'. Dal 17 giugno oltre 50 appuntamenti, tra film restaurati, ospiti e approfondimenti tematici, hanno animato il "cuore" della città e stasera si conclude con Bud Spencer e Terence Hill, protagonisti della pellicola cult 'Lo chiamavano trinità'. Grazie anche alle proiezioni in versione originale e ai sottotitoli in inglese la rassegna ha attirato un pubblico sempre più internazionale e a giugno, in occasione de 'Il cinema ritrovato', a Bologna sono arrivate star come Francis Ford Coppola, che ha portato in prima europea il final cut del suo 'Apocalypse Now', e Jane Campion con il restauro di 'Lezioni di piano'. Tra gli altri ospiti protagonisti del cartellone estivo della Cineteca spiccano Oliver Stone, Matteo Garrone e i fratelli Antonio e Pupi Avati.



Diamantino, campione che ricorda Ronaldo

 

ANSA - Lo chiamavano ''il Michelangelo del calcio''. Talento assoluto del pallone. Fino a quel rigore fallito ai Mondiali di Russia 2018. A una settimana dall'inizio del campionato italiano, arriva al cinema il 15 agosto ''Diamantino - Il calciatore più forte del mondo'', il film scritto e diretto da Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt che ha conquistato la Settimana della Critica al Festival di Cannes arrivando fino alla candidatura agli European Film Awards. Una favola surreale e pop, coproduzione franco-brasiliano-portoghese distribuita da I Wonder Pictures, costruita intorno alla figura di Diamantino Matamouros, campione di calcio di fama mondiale interpretato da Carloto Cotta (31, Tabu) che potrebbe ricordare, almeno nelle intenzioni iniziali, il campione portoghese Cristiano Ronaldo. Come lui Diamantino è un piede d'oro, un inarrestabile genio del pallone. Che (chissà se capita anche al CR7 juventino) quando entra in campo non vede più altri giocatori avversari, ma si immagina correre tra giganteschi cuccioli di cane rosa. ''Chi è Diamantino? Un divoratore di Nutella - sorride rispondendo all'ANSA Carloto Cotta - Di certo, è stato molto divertente vestire i suoi panni, anzi, indossare i suoi scarpini: molte scene le abbiamo girate sul campo della mia squadra di calcio. Ho dovuto segnare anche un goal a porta vuota. Una piccola rivincita personale''. In realtà, tra effetti speciali, visioni mistiche, due terribili sorelle (Anabela e Margarida Moreira), problemi con il fisco e pedinamenti di superagenti (Aicha Brito e Filipa Vargas) le bizzarre vicende di Diamantino si allontanano presto dalle glorie strettamente calcistiche per giocare con i conflitti della contemporaneità, dal culto delle celebrità alla perdita della fama, la clonazione, i migranti, l'ascesa dei pensieri antieuropeisti e dei populismi xenofobi, l'evocazione dei muri. ''È un film politico non tanto negli intenti, quanto forse in quello che percepisce il pubblico - prosegue Cotta - È importante riflettere su cosa stia accadendo nel mondo. A volte anche una commedia, ridere, può indurre a porsi domande. Nel film - prosegue - si parla di un Portogallo immaginario. Nella realtà non abbiamo movimenti politici così estremi come magari vedo crescere in altri paesi europei. Ma in assoluto non credo che questi siano problemi che appartengono a una sola nazionale piuttosto che a un'altra. Va rivisto tutto in una prospettiva più universale, non locale. Non sono nessuno per dirlo o per affrontare questi temi, sono solo un attore. Ma forse le radici del problema sono proprio nella volontà di dividere, separare''. Ma alla fine, tra corse in Lamborghini, desideri di avere figli, grandi successi e sonore sconfitte, Diamantino assomiglia davvero al mitico Ronaldo? ''Chissà - ride l'attore - A me sembra assomigli a Carloto Cotta''.



Il figlio di Delon, ''Papà sta meglio"

 

(ANSA) - PARIGI, 14 AGO - Nuovo messaggio rassicurante sullo stato di salute di Alain Delon. Questa volta, a postare una foto del grande attore francese dopo l'ictus di cui è stato vittima qualche settimana fa, è stato il figlio Alain-Fabien Delon. "Grazie per i vostri numerosi messaggi che mi vanno dritti al cuore. Come potete vedere, sta sempre meglio e vi abbraccia", ha scritto ieri sera Alain Fabien, in un post pubblicato sul suo profilo Instagram, allegando una foto del papà, in polo rossa, seduto e sorridente. Venerdì scorso, la figlia Anouchka Delon aveva scritto sempre su Instagram che il padre "pensa già ai suoi futuri progetti"."Ciò che conta - ha aggiunto- non è la caduta, ciò che conta è rialzarsi, a proprio ritmo, ma rialzarsi".



Processo per molestie: ragazzo ritira la denuncia nei confronti di Kevin Spacey

 

Aveva accusato Kevin Spacey di averlo fatto ubriacare e di averlo molestato in un club di Nantucket nel 2016. Ora il ragazzo, figlio di Heather Unruh (conduttrice della Boston tv, ndr), che ai tempi aveva 18 anni, si è rimangiato tutto. Senza spiegare il motivo. Il suo avvocato fa solo sapere che la querela non esiste più. Per l'attore premio Oscar cade quindi il procedimento civile, mentre resta ancora in piedi quello penale. Spacey, che rischia fino a cinque anni carcere, si è sempre dichiarato innocente. Il procedimento penale è tutto incentrato sul cellulare usato dall'accusatore la notte delle presunte molestie, che la difesa vuole esaminare per recuperare i messaggi. Il giudice della Corte distrettuale di Nantucket, Thomas Barrett, ha ordinato al ragazzo di portare in aula il telefono, ma l'avvocato ha risposto che non si trova. Hanno tempo fino a lunedì per ritrovarlo. Ad ogni modo si tratta di una svolta importante per la vicenda che ha coinvolto l'attore. Perché se le accuse di molestie nei suoi confronti sono state decine, questo era l'unico caso arrivato sui banchi di un tribunale, grazie all'iniziativa della madre del ragazzo. (dal tgcom)



A Trapani il dramma di 'Otello' si consuma tra nudi maschili

 

Dopo 'La traviata' nel mondo del burlesque dell'anno scorso, Andrea Cigni 'rivisita' un altro capolavoro di Giuseppe Verdi per il Luglio Musicale Trapanese. Stavolta è l''Otello' ad essere riproposto in chiave contemporanea dal regista toscano, che ambienta il dramma della gelosia e degli inganni in una caserma della prima metà del 'Novecento. E dopo avere dato scandalo con il manifesto dell'opera, che ritrae un uomo nudo sotto la doccia, ecco che il pubblico accorso ieri sera per la prima al Teatro open air Giuseppe Di Stefano di Trapani, si ritrova nel primo atto ben tre soldatoni muscolosi che fanno la doccia nudi come li ha fatti mammà, mentre Jago architetta con Roderigo l'inganno che condurrà Otello alla catastrofe. In una nota del 'Luglio Musicale Trapanese' si tiene a precisare che "nel gioco del vedo-non vedo, per qualche secondo i corpi scolpiti si mostrano senza vergogna. Sia ben inteso, nessuna volgarità. Cigni usa la provocazione con eleganza e sapiente raffinatezza, e rivisita il testo shakespeariano lavorando sugli snodi psicologici che determinano la dinamica dell’ambiguo". La storia viene collocata da Cigni nella prima metà del Novecento, in una caserma in cui gli uomini (i soldati) animano la vita di una piccola isola dell’Egeo appena occupata, con le loro donne e i figli e alla presenza della popolazione locale. Sul podio dell'orchestra del Luglio Musicale Trapanese, Andrea Certa, mentre le scene e i costumi sono di Tommaso Lagattolla e le luci di Fiammetta Baldiserri.



   


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