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Dopo sisma, niente cena apertura Venezia

 

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - The show must go on? Alla regola ferrea dello spettacolo ha deciso di fare eccezione, listata a lutto per il dramma del sisma nel centro Italia, la Mostra del cinema di Venezia. Il 73/mo festival parte ma almeno per il glamour debutta volutamente in sordina il giorno dell'apertura il 31 agosto. Dopo La La Land, un film musicale già in odore di Oscar, tutti a casa (o al ristorante come i protagonisti Ryan Gosling e Emma Stone), la cena di gala e il ricevimento in spiaggia che tradizionalmente segnano l'avvio sono state annullate per decisione della Biennale presieduta da Paolo Baratta che ha annunciato un'iniziativa di solidarietà per quei giorni, ancora non definita. Dal giorno dopo tanti eventi. La novità 2016 è l'apertura di Palazzi, lussuosi resort e meravigliose location di Venezia, da Palazzina G al Centurion Palace Hotel, entrambi sul Canal Grande. E poi Palazzo Barbaro (ospita la maison Valentino), Pisani Moretta, Contarini Polignac, la Scuola navale Morosini, la Scuola Grande della Misericordia.



'Non essere cattivo' vince a Bobbio

 

(ANSA) - PIACENZA, 29 AGO - "Non essere cattivo" di Claudio Caligari ha vinto ieri sera a Bobbio il Gobbo d'Oro del Festival del cinema organizzato e diretto dal regista Marco Bellocchio, nativo del borgo collinare piacentino. Lui stesso ha consegnato il riconoscimento all'attrice Silvia D'Amico in una serata nel Chiostro di San Colombano e che ha visto premiata alla carriera anche Juliette Binoche protagonista del film "L'attesa" di Pietro Messina, ispirato a "La vita che ti diedi di Pirandello. Luca Marinelli e Alessandro Borghi si sono aggiudicati ex-aequo il premio di migliore attore, sempre per il film di Caligari. A "Bella e perduta" di Pietro Marcello è andato invece il premio per la migliore regia; migliore attrice, la giovanissima Daphne Scoccia per l'interpretazione di "Fiore" di Claudio Giovannesi che ha ottenuto anche il Premio Beppe Ciavatta. Il pubblico del Festival ha conferito a "Fiore" di Paolo Giovannesi il proprio premio mentre l'Editoriale Libertà ha conferito a Marco Bellocchio il Premio Speciale.



L'effetto acquatico suscita l'amore

 

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - Arriva in sala il 30 agosto con Cinema di Valerio De Paolis, 'L'effetto acquatico' favola romantica e appunto acquatica della regista islandese Solveig Anspach con Francois Loiret-Caille e Samir Guesmi. Già passato alla Quinzaine des Realisateurs al Festival di Cannes, il film racconta di un amore a prima vista. Bastano infatti pochi attimi, e qualche sguardo di troppo, perché il dinoccolato gruista di nome Samir (Samir Guesmi) perda la testa per la minuta, ma piena di carattere Agathe (Florence Loiret Caille). Siamo a Montreuil dove l'islandese Anspach (scomparsa lo scorso anno) ha ambientato tutte le sue favole. Agathe è maestra di nuoto e Samir fa di tutto per entrare nel suo corso spacciandosi alle prime armi con l'acqua. Le sue bugie reggeranno però solo per tre lezioni, e Agathe è una che non sopporta i bugiardi. La verità viene a galla e la donna si infuria con lui. Ma la storia non finisce qui.



La famiglia Fang, vanità e affetti

 

ANSA - C'è compatibilità tra arte e famiglia? Probabilmente no, perché la vanità è a volte un amore più forte degli stessi affetti. E' il caso de La famiglia Fang, in sala dal 1 settembre con Adler Entertainment, basato sull'omonimo best seller di Kevin Wilson, adattato per il grande schermo dallo sceneggiatore Premio Oscar David Lindsay-Abaire, prodotto da Nicole Kidman e diretto da Jason Bateman. Protagonisti di questa comedy-drama, Caleb (Christopher Walken) e Camilla Fang (Maryann Plunkett) una coppia di affiatati artisti, esattamente performer, le cui creazioni sono molto apprezzate dagli appassionati d'arte. In queste installazioni familiari coinvolti, sin dalla più tenera età anche i loro figli, sacrificati all'altare dell'arte. A causa di queste esperienze, Annie (Nicole Kidman) e Baxter (Jason Bateman), ormai adulti, si sono allontanati dai loro ingombranti genitori. Ma i fratelli si trovano un giorno costretti a tornare a casa quando, improvvisamente, questi scompaiono nel nulla. Che fine hanno fatto? La polizia indaga e teme una tragedia, ma Annie è convinta che si tratti di una nuova performance e che Caleb e Camilla abbiano finto la propria morte per dare vita all'ennesima, bizzarra, 'opera d'arte'. Mettendo insieme i pezzi del puzzle dei ricordi della loro infanzia, Annie e Baxter si mettono alla ricerca dei genitori, sperando di scoprire la verità su quanto accaduto e, magari, finire anche per ritrovare se stessi. ''Ho subito pensato che dal libro si sarebbe potuto ricavare un film fantastico - spiega la Kidman -. Lo stile di scrittura di Kevin è molto cinematografico, per cui è facile immaginarsi questa storia sul grande schermo''. E ancora la Kidman:''Pensai che fosse un'opera coraggiosa; le motivazioni che spingevano i personaggi mi sorpresero e mi turbarono. È questo che conferisce alla storia i suoi colpi di scena. Fui attratta dalle conseguenze logiche ma allo stesso tempo imprevedibili delle azioni di queste persone danneggiate. Ritengo che ci sia qualcosa di importante a livello tematico in ciò che La famiglia Fang rappresenta. Nel mondo dei social media e dei selfie, che vede una presenza sempre più marcata del narcisismo nella nostra cultura, la vicenda dei Fang serve da monito''. Spiega Bateman: ''Non è convenzionale, qualcosa di facilmente fruibile e molto semplice. È un film dal racconto non lineare che copre 40 anni trattando molteplici temi che finiscono per intrecciarsi e fondersi. Ad un certo punto nella vita, è inevitabile una transizione nella percezione che si ha dei propri genitori - continua il regista -. All'inizio sono gli eroi cui si fa riferimento per essere guidati e aiutati; con il passare del tempo si diventa più saggi e cinici, e ci si rende conto di quanto siano umani. Alla fine diventano come dei figli. Ci sono dei momenti nella vita in cui questo cambiamento diventa evidente. Ed è proprio in questo periodo della loro esistenza che si ritrovano i fratelli Fang alla fine della storia''.



Box office USA, al top Man in the dark

 

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - Man in the dark scalza Suicide squad dal primo posto del box office Usa, incassando 26,115 milioni di dollari. Il film molto atteso dell'uruguaiano adottato ad Hollywood, Fede Alvarez, rielabora gli ingredienti a colpi di adrenalina, suspense, pathos e qualche sprazzo di humour nero e non ha deluso le aspettative. Suicide Squad resta al secondo posto ma a distanza, con 12,110 milioni di dollari. In terza posizione Kubo e la spada magica con 7,909 milioni di dollari. In quarta posizione Sausage Party con 7,665 e in quinta l'altra new entry della settimana Mechanic: Resurrection con 7,500, sequel di Professione assassino.



   


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