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RED SNAKE, il film ispirato alla storia del Premio Nobel Nadia Murad

 

Sono donne e combattenti le protagoniste di Red Snake, il prossimo film Eagle Pictures che farà il suo debutto il 18 giugno in prima assoluta sulle principali piattaforme video on demand: SKY, TIMVISION, CHILI, GOOGLE PLAY, YOU TUBE, RAKUTEN, HUAWEI VIDEO e INFINITY. Diretto dalla regista e giornalista francese Caroline Fourest, Red Snake racconta il dramma della guerra dal punto di vista delle donne ispirandosi alla dolorosa storia vera di Nadia Murad, ventisettenne yazida Premio Nobel per la Pace nel 2018. L’opera della Fourest - tra le redattrici del periodico settimanale satirico francese Charlie Hebdo durante gli anni dell’affaire delle caricature di Maometto - è un monito a non dimenticare quello che accade ancora oggi in Medio Oriente tra le minoranze religiose (come quella yazida) che lottano per la sopravvivenza non lontano dal confine con la Siria, alla ricerca di una libertà oltraggiata, di diritti calpestati, di vita offesa. In difesa di questi valori, Red Snake vuole documentare come gli scontri non riguardino solo gli uomini, ma in realtà anche chi ha dentro di sé un incontrollato desiderio di giustizia. Tra le donne soldato, che arrivano da diverse parti del mondo, c’è Mother Sun, intepretata da Maya Sansa, una donna di origini italiane che grazie anche alla sua sensibilità custodisce parte degli amari ricordi delle altre componenti del gruppo. Red Snake racconta di Zara, una giovane Yazidi rapita e venduta come schiava sessuale a un guerrigliero jihadista. La ragazza spinta dalla volontà di salvare il fratello, tenuto prigioniero e addestrato per diventare un bimbo soldato, riesce miracolosamente a scappare. Sceglie la strada delle armi e si unisce a una squadra di combattenti donne molto temute e determinate a lottare contro i guerriglieri dell'Isis. Di origini e religioni diverse, queste coraggiose donne hanno dolorose ferite da sanare. Nel corso di tanti agguati condurranno una guerra epica contro questa fanatica ideologia e scopriranno il gran potere che hanno sui militanti jihadisti, terrorizzati all’idea di essere uccisi da donne. Red Snake sarà disponibile a partire dal 18 giugno e per quattro settimane su: SKY, TIMVISION, CHILI, GOOGLE PLAY, YOU TUBE, RAKUTEN, HUAWEI VIDEO e INFINITY.



Coronavirus, Jennifer Aniston finisce all'asta con il suo nudo storico per raccogliere fondi

 

Per fronteggiare l'emergenza coronavirus ogni azione va bene. Anche "tirare fuori dal cassetto" un nudo, per quanto casto, di 25 anni fa. E' quello che ha fatto Jennifer Aniston. In realtà non lei direttamente ma Mark Selinger, che nel 1995 la immortalò senza veli e adesso mette all'asta quella foto insieme a tante altre. Ma l'attrice appoggia in pieno l'iniziativa e rilancia sui suoi social i link per partecipare all'asta. La foto è stata scattata quando la Aniston era al culmine della popolarità come protagonista di "Friends", all'epoca in onda con la seconda stagione. Con il ruolo di Rachel Green l'attrice di Los Angeles divenne immediatamente un modello, al punto che il suo iconico taglio di capelli divenne tra i più imitati e utilizzati in quegli anni. Lo scatto di Selinger è tutt'ora uno dei più noti mai realizzati dalla Aniston, realizzato per la copertina di "Us Magazine" uscita a febbraio del 1996. Forse anche perché uno dei pochissimi in cui appare senza veli, per quanto, come sempre accaduto nel corso della sua carriera, senza mostrare nulla. Le gambe incrociate, il ginocchio piegato a coprire il seno, lo sguardo che non ha nulla di malizioso e ammiccante. Lo scatto di Selinger non è una foto erotica ma piuttusto uno scatto che rimanda innocenza e purezza come nello stile dell'attrice e del personaggio che stesso che interpretava. Il fotografo ha deciso di metterla all'asta insieme ad altri 24 ritratti da lui realizzati in modo da raccogliere fondi per aiutare chi negli Stati Uniti non ha una copertura sanitaria per affrontare l'emergenza coronavirus. L’asta è stata organizzata nell’ambito di RADArt4Aid, progetto portato avanti da Red Carpet Advocacy e Christie’s. "Grazie al mio Mark per avermi permesso di essere parte di questa iniziativa" ha scritto Jennifer nel post su Instagram con cui ha reso pubblica la cosa. Nel post anche un video in cui si vede il lavoro sulla foto nello studio del fotografo, per un interessante salto indietro nel tempo. (dal tgcom)



Woody Allen: "Potrei smettere di fare film, ho 84 anni e presto sarò morto..."

 

Tutta colpa del Covid-19. La chiusura della sale, le produzioni cinematografiche bloccate, la crisi del cinema... Woody Allen non ci sta e, con la prospettiva di dover fare in futuro pellicole solo per il piccolo schermo, in un'intervista al Financial Time dice: "Potrei smettere per sempre di fare film... Ho 84 anni, presto sarò morto". In occasione dell'uscita (molto in ritardo rispetto al resto d'Europa, ndr) del suo ultimo film "Un giorno di pioggia a New York" su varie piattaforme di streaming nel Regno Unito venerdì 5 giugno, il regista newyorkese confessa le sue preplessità post pandemia al quotidiano inglese: "La ragione principale è la chiusura delle sale cinematografiche in tutto il mondo. Non so quante di esse potranno riaprire. Le persone ormai pensano: 'Stare a casa non è poi cosi' male, ceno e poi mi guardo un film sullo schermo del televisore'. Ma io non voglio fare film per i piccoli schermi, perciò potrei smettere del tutto di girarli". E aggiunge: "Ho 84 anni, presto sarò morto. Anche se scrivessi la migliore sceneggiatura del mondo, potrebbe non esserci nessuno a produrla, perciò che incentivo avrei a continuare? Ero solito finire un copione, farlo ricopiare al computer, consegnarlo al mio produttore che avrebbe iniziato a cercare i finanziamenti, formare il cast e quindi girare. L`ho fatto per anni nello stesso modo: un processo molto semplice. Ma in questo momento non funziona più. Dunque, che fare?". Woody ha in realtà già pronto un nuovo film, il 49esimo della sua carriera: s`intitola "Ifkin`s Festival", è interpretato tra gli altri da Christoph Waltz e Louis Garrel e si vociferava di una sua presenza al Festival di Cannes di quest`anno (poi anch`esso saltato), ma più probabilmente la premiere avverrà il prossimo autunno al Festival di San Sebastián, dove è ambientato. Durante il lockdown Allen non ha scritto nulla: "Non ho nessuna ispirazione. Ci sono film o serie che in un attimo riescono a drammatizzare o fare satira su temi come questo. Ma su di me non funziona. Trovo tutto troppo orribile. Non faccio niente per tutto il giorno, aspettando che questo coronavirus passi. Il massimo che posso fare è stare nella mia stanza a studiare un vaccino: ma non illudetevi che riesca a trovarlo". E sulla musica ha raccontato che un membro della sua band, Eddie Davis, è morto per colpa della pandemia. "Suonavo con Eddie tutti i lunedì sera, e due settimane dopo l`ultima volta lui se n`è andato. Era un uomo meraviglioso, siamo tutti devastati da questa perdita. Chissà se torneremo mai a suonare insieme".



Tom Cruise vuole creare un villaggio "Covid-free" per girare "Mission: Impossible 7"

 

Le riprese di "Mission: Impossible 7", interrotte a causa della pandemia globale, devono ricominciare. Parola di Tom Cruise, che ha preso in mano la situazione e ha in progetto di creare un villaggio "Covid-free" all'interno di una base in disuso della Royal Air Force nell'Oxfordshire, con camper superlussuosi per attori e tecnici e il set per rimettere in moto la produzione del film. La data di uscita del film è stata rinviata da luglio 2021 a novembre prossimo e Cruise è intenzionato a completare le riprese nei termini stabiliti: "Il film è già stato fortemente ritardato e non vi è alcun segno che le cose tornino alla normalità, quindi questo è un modo per provare a rimettere le cose in movimento rapidamente e in sicurezza", ha affermato un insider al quotidiano The Sun. "Al momento è difficile ottenere camere d'albergo in quanto la maggior degli hotel sono chiusi... quindi il prestigioso cast, formato da alcune delle più grandi star del mondo, vivrà in camper super lussuosi, "bolle" dove saranno protetti dal coronavirus, in un elegante campeggio lavorando fianco a fiano al resto della squadra", ha aggiunto l'insider. "È costoso, ma Tom fa sempre le cose in grande". Parlando al programma Today di BBC Radio 4, il primo assistente alla regia Tommy Gormley ha poi dichiarato: "Speriamo di ricominciare a girare a settembre e di tornare in tutti quei paesi in cui inizialmente avevamo programmato di girare le scene". Venezia compresa quindi. Tra gli attori previsti nel film, oltre a Tom Cruise, star come Simon Pegg, frontman di Ethan Hunt, Alec Baldwin, Vanessa Kirby e Rebecca Ferguson. (dal tgcom)



5 giugno Movies For Nature, CinemAmbiente per la Giornata Mondiale dell'Ambiente

 

Cinemambiente, con il Museo Nazionale del Cinema, partecipa alle iniziative internazionali livestreaming promosse da UNEP – il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente – in occasione del World Environment Day (WED) 2020, di cui è Paese ospite la Colombia. Per l’intera giornata di venerdì 5 giugno, dalle ore 0 alle 24, verrà diffusa online, sul sito www.cinemambiente.it, la rassegna Movies for Nature, una maratona cinematografica che si ricollega direttamente, fin dal titolo, al tema scelto quest’anno per la ricorrenza. Dedicata alla biodiversità, la Giornata mondiale dell’Ambiente 2020 sintetizza in uno specifico invito all’azione, Time for Nature, l’urgenza e la necessità improrogabile di rivolgere l’attenzione al nostro Pianeta, il cui degrado rischia di provocare l’estinzione, nel breve periodo, di un milione di specie animali e vegetali, fenomeno imputabile in massima parte all’attività umana. La selezione di undici titoli proposta dalla rassegna rappresenta un viaggio in zone e ambienti diversi della Terra che documenta gli effetti dell’antropizzazione sul mondo degli altri esseri viventi, allo stesso tempo mostrando, spesso attraverso immagini stupefacenti e sequenze spettacolari, la bellezza della Natura e dei suoi regni – animale e vegetale –, oggi sempre più fragili e minacciati. Movies for Nature affronta il tema della biodiversità con film che spaziano tra formati diversi – lungo, medio e cortometraggi – e tra elementi diversi: acqua, terra, aria. Con Blue, dell’australiana Karina Holden, ci si immerge nelle profondità degli oceani, negli ecosistemi marini che sono tra i principali bersagli dell'assalto umano alle risorse del Pianeta. Con Intraterrestrial. A Fleeting Contact, degli antropologi Alexander e Nicole Gratovsky, ci si avvicina all’affascinante mondo dei delfini, in compagnia dei due antropologi fondatori della Dolphin Embassy, che da sempre si batte per la salvaguardia dei mammiferi acquatici. È un giro della Terra vista dal cielo, invece, Home, di Yann Arthus-Bertrand, che documenta, perlopiù attraverso riprese aeree, gli effetti dei cambiamenti climatici in 54 differenti nazioni. Si resta in volo con The Messenger, della canadese Su Rynard, che dalla foresta Boreale arriva fino alle strade di New York sulle tracce delle molteplici specie di uccelli decimate dall’azione dell’uomo, per poi tornare a terra con Gringo Trails, della statunitense Pegi Vail, che, seguendo classici itinerari dei viaggiatori occidentali, denuncia l’impatto devastante della globalizzazione turistica sull’ambiente. Dusk Chorus - Based on Fragments of Extinction, di Alessandro d'Emilia e Nika Saravanja, è un viaggio sonoro nella foresta amazzonica dell'Ecuador, guidata dal ricercatore e compositore David Monacchi, mentre Kamchatka Bears. Life begins, di Irina Žuravleva e Vladislav Grišin, ci porta “nel Paese degli orsi”, nell’estremo, e più selvaggio, Oriente russo. Anche Ranger and Leopard, dell’iraniano Fathollah Amiri, è dedicato al mondo degli animali selvaggi e vede protagonista uno degli ultimi esemplari di leopardo persiano, sottospecie un tempo endemica nella regione caucasica e ormai molto rara. Completano la rassegna tre cortometraggi – l’iraniano On the Cover di Yegane Moghaddam, l’indiano Tungrus, di Rishi Chandna, l’italiano Welcome to the Sixtinction di Chiara Cant – che affrontano con l’arma dell’ironia il tema della scomparsa di tante specie animali e della nostra convivenza con gli altri “inquilini” della Terra.




   


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