ROBERTO ROSSELLINI
 

Arte e scienza dell'Umanesimo

 
Il museo di Roma in Trastevere dal 10 febbraio al 1 aprile 2007, ospita l’iniziativa “Roberto Rossellini. Arte e scienza dell’Umanesimo”, ovvero un viaggo ideale tra l’opera di Rossellini e quella dei grandi umanisti, suoi maestri ed ispiratori. Questo progetto conclude il primo anno di celebrazioni del Centenario della nascita di Roberto Rossellini, e la “Fondazione Roberto Rossellini per lo sviluppo del pensiero enciclopedico” intende promuovere la conoscenza di aspetti sconosciuti, ma molto importanti, che hanno caratterizzato l’identità artistica, le opere e le ricerche dell’uomo Rossellini, che si articolano in parallelo alla sua attività di maestro cineasta del cinema italiano. Rossellini è noto a tutti noi come colui che ha svolto un intenso lavoro di chiarificazione etica ed estetica attraverso una ricca serie di film che si  
 
pongono fra i risultati più illuminanti e significativi di quegli anni del dopo guerra. Roberto Rossellini inizia la sua carriera di cineasta a metà degli anni trenta, passando dal cineamatorismo al professionismo, fino a giungere alla realizzazione, durante gli anni del secondo conflitto mondiale, della famosa Trilogia bellica - La nave bianca (1941), Un Pilota ritorna (1942), L’uomo dalla croce (1943). Lo stile spoglio e dimesso, che caratterizzerà il lavoro di Rossellini cineasta del neorealismo italiano, attraverso quell’osservazione attenta e minuta del reale quotidiano, infrangendo le regole codificate dello spettacolo cinematografico, e proponendo un nuovo modello formale, si attuerà completamente con la realizzazione di “Roma città

aperta”. L’opera rosselliniana si pone nella sua interezza come un atteggiamento morale nei confronti della realtà, non rinunciando affatto alle funzioni dell’arte, e all’elaborazione artistica della materia narrativa. L’interesse maggiore che Roberto Rossellini perseguiva nella sua ricerca di usare il cinema come strumento di rivelazione di situazioni sociali, era appunto rappresentare il comportamento dell’uomo in determinate condizioni storiche e sociali. Questo aspetto dell’identà artistica di Roberto Rossellini è affiancato in parallelo da un altro aspetto, sconosciuto al grande pubblico, che è caratterizzato dal suo progetto enciclopedico di rappresentare, attraverso il racconto audiovisivo e multimediale, le interrelazioni tra le ricerche dei protagonisti della tradizione umanistica del passato e del presente. La mostra ospitata al Museo di Roma in Trastevere, vuole essere appunto un momento di divulgazione del lavoro di studio e di ricerca svolto negli anni da Rossellini sul legame di continuità tra il lavoro attuato dai maestri dell’umanesimo classico e quello del cineasta italiano, per mantenere vivo - attraverso lo studio interdisciplinare e la continua riorganizzazione enciclopedica delle conoscenze - il dialogo tra la ricerca scientifica, la ricerca artistica e la ricerca tecnologica fino al secolo del cinema e dei nuovi media. L’iniziativa, quindi, si presenta al pubblico come un viaggio ideale tra l’opera rosselliniana e quella di grandi umanisti, che sono stati suoi maestri ed ispiratori nella sua opera di comunicazione simbolica, di orchestrazione di quella archittettura della composizione della luce e delle immagini che hanno caratterizzato nel tempo le opere cinematografiche di Rossellini, documenti storici di espressione di comportamenti tipici di un’epoca italiana.

(di Rosalinda Gaudiano )

 
 

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